Il dossier Iveco al Mimit, Tata conferma la centralità dell’Italia

I sindacati: «Monitoreremo affinché agli impegni seguano strategie concrete» – Urso ribadisce: «Iveco asset fondamentale per l’Italia»

Da un lato, l’impegno a mantenere l’intero perimetro industriale di Iveco e la conferma del ruolo centrale dell’Italia, nella ricerca e nello sviluppo. Dall’altro però la preoccupazione per una clausola sociale che tutela l’occupazione in Italia – 14mila gli addetti in totale – per “soli” due anni. E’ quanto emerso dopo l’incontro al Mimit, programmato all’indomani della cessione della storica realtà italiana – attiva nel settore dei veicoli commerciali e dei bus – agli indiani di Tata Motors.

Nel corso dell’incontro, il ceo di Iveco Group, Olof Persson, ha confermato gli investimenti fatti – per circa 76 milioni di euro – nei quattro stabilimenti italiani: 35 milioni a Torino, 15 a Foggia, 14 a Suzzara e 12 a Brescia. Il ceo di Tata Motors Commercial Vehicles, Girish Wagh, ha evidenziato in particolare la centralità dell’Italia nel futuro di Iveco, valorizzando stabilimenti, competenze tecnologiche e filiera nazionale dei fornitori.

«Gli impegni esplicitati dovranno essere sottoposti a verifiche puntuali e a ulteriori approfondimenti. Non devono rappresentare una prospettiva limitata 7nel tempo, ma delineare il futuro industriale di Iveco Group» hanno sottolineato il coordinatore nazionale Fim Cisl Automotive Stefano Boschini e il segretario generale Fim Cisl Ferdinando Uliano. Per la Fiom, «rispetto agli impegni non finanziari, è necessario che il Governo pretenda che ci siano garanzie per il nostro Paese oltre i due anni. Occorre verificare che gli impegni siano di lungo periodo per l’occupazione, la ricerca e sviluppo e la produzione» come sottolinea Samuele Lodi, responsabile del settore Automotive per i metalmeccanici della Cgil.

«Accogliamo positivamente gli impegni di Tata Motors – [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati