Il mangiare è un’arte da mettere in mostra

Al Chiostro del Bramante l’esposizione FOOD, cinque secoli di gusto, desiderio e immaginazione

Mangiare è il gesto più quotidiano e, insieme, uno dei più carichi di significati della nostra esistenza. Nutrirsi significa vivere, ma anche ricordare, sedurre e appartenere. Attorno a una tavola si costruiscono legami, si tramandano tradizioni, si celebrano riti e il cibo, da sempre, offre all’arte una materia inesauribile tra colori, forme, abbondanza, caducità e piacere. Basta entrare al Chiostro del Bramante, a Roma, per ritrovarsi subito dentro questa ambivalenza. La prima immagine che accoglie il visitatore è The Onion di Marina Abramović: l’artista serba mangia una cipolla, lentamente, continuando a pronunciare frasi che restituiscono il sapore aspro del gesto e della vita. Il corpo diventa scena, la masticazione una prova fisica e la cipolla un oggetto quasi insopportabile nella sua elementare concretezza. L’arte comincia dalla bocca. Da qui prende avvio Food. Il gusto nell’arte, la mostra curata da Suzanne Landau con 190 opere di oltre sessanta artisti, dal Cinquecento a oggi.

Un percorso che, in occasione dei trent’anni di attività del Chiostro, mette in dialogo pittura, fotografia, video, scultura e installazioni, facendo del cibo una lente attraverso cui osservare la società e le sue trasformazioni. Il contemporaneo irrompe con le fotografie di David LaChapelle, dove l’estetica satura, patinata e sovrabbondante del consumo assume contorni quasi visionari. In Death by Hamburger, Beverly Hills e Leonardo DiCaprio: Unspoiled il cibo entra nell’immaginario spettacolare della celebrità, del desiderio e dell’eccesso. Quella foto, dove il divo è giovanissimo, risale ai tempi del suo bel film a Buon Compleanno Mr Grape, il cui titolo originale è What’s Eating Gilbert Grape, perfetto, dunque per questa mostra. Proseguendo nelle sale, la tavola si trasforma in un palcoscenico, il prodotto in una promessa e l’abbondanza in una forma di inquietudine. Con Sweet Memories, Simone Post trasforma l’ambiente in un universo domestico sorprendente, costruito attorno all’immaginario dei dolci e dei marshmallow: mobili e stanze evocano una casa, dalla sala da pranzo agli spazi dedicati alla vita quotidiana, fino alla camera dei bambini e al bagno e l’infanzia, con il suo repertorio di colori e golosità, incontra il design e la fantasia. Il visitatore entra in un mondo che sembra uscito da una favola, sospeso tra attrazione sensoriale e artificio. La seconda grande installazione, Pasta Shell Grotto di Bompas & Parr, porta invece la pasta nella dimensione dell’architettura fantastica. La materia alimentare diventa ambiente, superficie, esperienza e il cibo smette di essere soltanto qualcosa da guardare tornando a coinvolgere il corpo attraverso lo spazio e i sensi. [...]

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