Il mistero delle linee di Nazca: quattro incidenti mortali negli ultimi 18 anni

Il sito archeologico peruviano, celebre per i suoi geoglifi, attira 100mila turisti l’anno. Sono diversi però i precedenti di incidenti aerei tra i voli panoramici sopra l’area

Le linee di Nazca sono tra i siti archeologici più noti e misteriosi del mondo, ma anche una meta turistica che negli anni è stata segnata da numerosi incidenti aerei. Situate nel deserto del Perù meridionale, a circa 450 chilometri da Lima, attirano ogni anno circa 100mila visitatori, molti dei quali scelgono di sorvolare l’area per osservare dall’alto i celebri geoglifi, grandi segni tracciati sul terreno visibili chiaramente solo da una certa altezza.

Il complesso archeologico si estende per circa 75mila ettari nelle pianure desertiche del bacino del Rio Grande de Nasca ed è stato realizzato tra l’VIII secolo avanti Cristo e l’VIII secolo dopo Cristo. Nel corso di quasi duemila anni, le popolazioni che abitarono la zona incisero nel terreno migliaia di figure gigantesche, raffigurando animali, piante, forme geometriche e soggetti umani.

Tra le immagini più celebri ci sono la balena, la scimmia, i cactus, i fiori e il cosiddetto “Astronauta”, una figura antropomorfa alta circa 30 metri scolpita sul fianco di una collina. Il loro significato è tuttora dibattuto. Tra le ipotesi formulate dagli archeologi ci sono funzioni religiose e cerimoniali, oppure l’individuazione di risorse idriche sotterranee, o ancora un possibile utilizzo come calendario astronomico, grazie all’allineamento di alcuni geoglifi con il Sole e le stelle durante solstizi ed equinozi. Il sito è stato inserito nella lista dei patrimoni Unesco nel 1994.

Le dimensioni dei geoglifi rendono impossibile coglierne la forma completa dal livello del suolo. Per questo motivo si è sviluppato un mercato di compagnie specializzate nei voli panoramici, che consentono ai turisti di osservare le figure dall’alto. Chi preferisce restare a terra può invece utilizzare alcune piattaforme sopraelevate, anche se con una visuale più limitata.

Questi voli però, possono essere pericolosi. Le manovre strette necessarie per mostrare le figure ai passeggeri, unite ai forti venti del deserto, alla presenza di velivoli datati e, in alcuni casi, a una manutenzione insufficiente, sono tra gli elementi di pericolo che sono alla base degli incidenti avvenuti nell’area.

L’incidente che ha coinvolto due famiglie italiane si aggiunge a una lunga serie di tragedie. Negli ultimi 18 anni si sono verificati altri quattro incidenti mortali durante i voli turistici sopra Nazca.

L’episodio più recente risale al febbraio 2022, quando un Cessna 207 della compagnia Aerosantos perse il controllo durante un tentativo di atterraggio: morirono sette persone, tra cui tre turisti olandesi, due cileni e due membri dell’equipaggio peruviani.

Nel 2010 si verificarono due incidenti distinti. A ottobre un aereo della AirNasca precipitò per un guasto meccanico causando sei vittime, mentre a febbraio un Cessna 206 della Nasca Airlines si schiantò in un campo agricolo dopo un’avaria al motore, provocando sette morti.

Ancora prima, nell’aprile 2008, un piccolo aereo della Aero Ica urtò i cavi dell’alta tensione e si schiantò nei pressi dell’aeroporto María Reiche: morirono cinque turisti francesi, mentre il pilota fu l’unico sopravvissuto.

Dopo i due incidenti avvenuti nel 2010, il governo peruviano introdusse norme di sicurezza più severe per le compagnie autorizzate a effettuare voli turistici sopra le linee di Nazca.

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