
La segretaria dem chiude la tre giorni del “correntone” a Montepulciano e parla da candidata premier in pectore. «Giusto sostenere l’Ucraina, ma serve la diplomazia: manca la voce dell’Europa»
«Davanti a una destra che porta caos, guerra, inflazione e recessione dobbiamo offrire protezione e tranquillità. Dobbiamo costruire la tranquillità per un futuro migliore, quella dell’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza». E ancora: «Dopo quattro anni di governo Meloni, l’Italia è più povera e più incazzata. Dobbiamo farci carico noi di ascoltare quella sofferenza. Sta a noi rispondere a questa chiamata, farlo insieme agli alleati, testardamente unitari. Lo faremo in fretta, perché non partiamo da zero. La maggior parte delle proposte sono già il frutto di un lavoro unitario in Parlamento e sui territori. Ora c’è l’ultimo importante miglio. Questa sfida la affronteremo insieme. Insieme possiamo battere le destre e scrivere un futuro più giusto. Andiamo a vincere, grazie, viva il Pd e l’Italia antifascista».
Il discorso di Elly Schlein che chiude la tre giorni di lavori a Montepulciano del “correntone” – l’area del Pd che fa riferimento a Dario Franceschini, Andrea Orlando e Roberto Speranza che appoggia la segretaria ma che giusto un anni fa si è voluta federare per pesare di più, nel partito e nella prossima stesura delle liste elettorali – è un discorso già da candidata premier in pectore. La segretaria dem ha già voluto dare una prova di forza nei confronti del leader del M5s Giuseppe Conte all’assemblea nazionale del 18 ottobre che ha prorogato di un anno il suo mandato («sono pronta a correre da candidata premier») e ora, parlando al corpaccione del suo partito che fin dall’inizio l’ha sostenuta, sembra dare il passaggio già per avvenuto.
Non si sofferma sulla tempistica e non risponde alle sollecitazioni di Conte sul fare presto sia sul programma sia sulle primarie. Il compito di dare la road map lo ha lasciato il giorno prima al suo braccio destro Igor Taruffi: programma comune entro l’anno e primarie nei primi mesi del 2027 (gennaio, come vuole il M5s, o febbraio-marzo come vuole il Pd?). E ha lasciato sempre a Taruffi il compito di ricordare ai recalcitranti alleati (oltre al M5s anche Avs) che senza il centro non si vince, ossia senza Matteo Renzi: «Ricordiamoci che lo scorso anno abbiamo fatto sette elezioni regionali in cui siamo andati insieme Pd, 5 Stelle, Avs e le forze centriste: così sarà l’alleanza che portemo alle elezioni».
La questione del perimetro dell’alleanza progressista o del centorsinistra che dir si voglia, insomma, per Largo del Nazareno è chiusa: Renzi ci sarà, così come ci sarà Più Europa e gli altri “centri” che vorranno unirsi (da Più Uno di Ernesto Maria Ruffini a Alessandro Onorato con il suo Progetto Civico Italia). Lei, la candidata premier in pectore, si concentra sulla visione del futuro del Paese e su quello che dovrà essere il programma della coalizione. E, quasi a rassicurare la sinistra del partito in ascolto e anche gli alleati, chiarisce che l’apertura al centro non significa ritorno al “neoliberismo”. No, la risposta al malessere della gente deve essere una risposta radicale. Non si vince al centro ma con il coraggio di immaginare un modello diverso di società, sottolinea Schlein. D’altra parte è tempo di primarie e va rafforzato il voto identitario sottraendolo a M5s e Avs, per la secondarie – ossia le elezioni vere – ci sarà tempo dopo la vittoria ai gazebo.
«Il neoliberismo ha fallito da ogni punto di vista, bisogna mettere al centro un nuovo modello di sviluppo. Questa è la nostra missione – scandisce la segretaria dem tra gli applausi dei convenuti sotto il tendone allestisto nei Giardini di Poggiorfanti nella bella cittadina toscana -. La paura vera è di chi vuole salvare privilegi che non ha il coraggio di mettere in discussione. Non ho mai visto un diritto ceduto generosamente dall’alto, ma solo conquistato con una grande mobilitazione collettiva. Noi siamo sempre da quella parte della storia».
I privilegi sono innanzitutto quelli delle grandi società energetiche («le società energetiche hanno avuto un utile aumentato del 70%, nel terzo trimestre del 125%: serve un tetto al prezzo del carburante che valga per tutti, non possiamo affidarci alla volontà di pochi»). Ma i privilegi sono anche di chi può permettersi una [...]
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