
Reazioni molto dure da parte di Israele, che la Pillay aveva accusato di genocidio, e da parte del presidente Usa Donald Trump, che a lungo aveva accarezzato l’idea di poter ricevere il medesimo riconoscimento
L’assegnazione del premio Nobel per la Pace alla giurista sudafricana Navi Pillay scatena reazioni molto dure da parte di Israele, che la Pillay aveva accusato di genocidio, e da parte del presidente Usa Donald Trump, che a lungo aveva accarezzato l’idea di poter ricevere il medesimo riconoscimento.
Israele ha definito l’assegnazione del premio «una grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l’odio e i pregiudizi contro Israele». Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri israeliano in una nota riportata dal Times of Israel. «Se esistesse un premio per le menzogne, l’odio e le accuse infamanti, Pillay sarebbe tra le principali candidate», ha affermato il ministero. «Il suo ruolo nella continua demonizzazione di Israele, motivata politicamente, e nella diffusione della menzogna del genocidio la dice lunga», si legge nella dichiarazione. Pillay ha presieduto, infatti, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite che nel settembre 2025 aveva concluso che Israele aveva commesso un genocidio nella Striscia di Gaza. «Ora che il Comitato per il Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall’inferno», ha concluso il ministero degli Esteri israeliano.
Donald Trump condivide sul suo profilo Truth le critiche all’ assegnazione del premio Nobel per la Pace a Navi Pillay. Il presidente ha pubblicato il post di “Shoenlaw” (nome dell’account social di un noto ufficio legale statunitense) in cui si afferma che «Oggi il Comitato per il Nobel si è reso protagonista di una vergogna irreparabile e ha sminuito l’un tempo prestigioso Premio Nobel per la Pace assegnandolo a Navi Pillay, dell’Onu. La Pillay nutre un odio dichiarato verso l’America e Israele. Nel suo ruolo ha celebrato terroristi e premiato Hamas. Ha condotto una “indagine” farsa sostenendo che Israele avesse commesso un genocidio e sollecitandone il perseguimento giudiziario».
Tra i commenti che plaudono alla Pillay quello del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. «Ha dimostrato che la forza del diritto deve prevalere sul diritto della forza e che la difesa dei diritti umani è la garanzia più sicura contro l’ingiustizia», ha dichiarato Guterres. «Dal suo lavoro in Sudafrica in difesa di Nelson Mandela e altri, al suo ruolo di giudice internazionale in casi relativi a crimini internazionali, compreso il genocidio in Ruanda, al suo mandato come Alto commissario per i diritti umani, alla presidenza della Commissione internazionale indipendente di Inchiesta delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, ha dimostrato che la forza del diritto deve prevalere sul diritto della forza e che la difesa dei diritti umani è la garanzia più sicura contro l’ingiustizia», riconosce Guterres nella dichiarazione diffusa via X. Il Premio Nobel per la pace, conclude, «è un omaggio a tutti coloro che lavorano per sostenere e difendere il diritto internazionale, lo stato di diritto e i diritti umani, e per garantire pace, giustizia e dignità umana».
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