
Design e batteria non entusiasmano, ma ci ha convinto il monitoraggio dei parametri vitali e l’indicatore sulla protezza
Indossando l’ultimo Apple Watch, il Series 12 per essere più precisi, la prima impressione non è esaltante. Per chi non è nuovo, nella saga degli orologi di Cupertino, la sensazione di portare al polso sempre lo stesso oggetto ormai da anni, è reale. Questo Watch, del resto, ha la cassa introdotta con la Series 10, sottile e confortevole, nelle due misure da 42 e 46 millimetri. Metterlo di fianco al Series 11, si fa veramente tanta fatica a distinguerli. Anzi, a giudicare solo dall’aspetto estetico, le cornici sembrano anche leggermente più spesse. Certo, su un orologio è difficile inventare una forma nuova ogni anno. E Apple non ci ha provato.
Il resto, però, è un condensato di innovazioni che rendono questo orologio un oggetto molto interessante. Soprattutto per come Apple stia cercando, step dopo step, di renderlo il centro nevralgico per il controllo della salute. Ma andiamo con ordine.
I materiali e i colori sono nuovi. Con Series 12 torna la ceramica, in bianco perla e blu notte, con prezzi che superano i mille euro. Mentre i modelli in alluminio adottano il vetro Ceramic Shield 2, che secondo la casa di Cupertino è più resistente del 60% rispetto allo Ion-X della generazione precedente.
Il cambiamento vero si trova sotto la cassa, ed è un cambiamento che dice molto sulla direzione presa dal prodotto. Apple Watch è sempre meno un computer da polso e sempre più, come dicevamo, uno strumento di monitoraggio della salute. Il nuovo Health Sensing System combina sensori ottici ed elettrici ridisegnati con LED verdi più grandi e anche più efficienti. L’effetto pratico è che la frequenza cardiaca viene misurata ogni cinque secondi per tutta la giornata, mentre fino alla Series 11 il campionamento in background avveniva a intervalli di alcuni minuti.
Anche la variabilità della frequenza cardiaca, l’indicatore più usato per valutare stress e recupero, viene rilevata più frequentemente, e si divide ora in due metriche, una delle quali dedicata al recupero notturno. Apple sostiene che si tratti del sensore di frequenza cardiaca più preciso disponibile su un dispositivo indosssabile. È un’affermazione di parte, ma i confronti pubblicati con fasce cardio professionali mostrano scarti minimi. Un risultato notevole, per un oggetto che sta solo al polso.
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Su questi dati Apple costruisce Readiness, la funzione più interessante della generazione. Ogni giorno l’orologio assegna un punteggio da 0 a 10 che combina sonno, attività recente, carico di allenamento e parametri vitali, e lo accompagna con un’indicazione semplice, dal recupero al via libera per uno sforzo intenso.
Il punteggio si aggiorna durante la [...]

