
A perdere terreno sono gli arrivi dall’Europa. Si muove nella direzione opposta l’Asia
Le nuove iscrizioni all’anagrafe italiana provenienti dall’estero sono circa 440mila ogni anno, ma in appena un triennio è cambiata sensibilmente la loro provenienza. I nuovi residenti da oltreconfine – sono 328mila quelli acquisiti, al netto delle uscite, tra il 2023 e il 2025 nei 106 capoluoghi – sostengono così il bilancio migratorio del nostro Paese.
Nel dettaglio i trasferimenti dall’estero nel 2025 sono stati 439.916, circa lo stesso numero del 2023 (appena +0,1%), dopo il picco di 451.583 raggiunto nel 2024. A perdere terreno sono gli arrivi dall’Europa, scesi da 169.397 nel 2023 a 135.324 nel 2025. Se nel 2023 rappresentavano il 38,5% di tutte le iscrizioni dall’estero, l’anno scorso la quota è scesa al 30,8 per cento.
Gli ingressi dal continente asiatico sono passati da 94.688 a 118.647, con un incremento del 25,3% rispetto al 2023. Si tratta del 27% degli arrivi totali, contro il 21,5% di due anni prima. L’anno scorso l’Asia ha superato l’Africa, diventando la seconda area di provenienza dopo l’Europa.
A trainare la crescita è il Bangladesh, che ha conquistato il primato come singolo Paese di provenienza in assoluto (in tutto 37.494 nuove iscrizioni nel 2025, +44,3% nel triennio). Seguono gli arrivi dal Marocco, balzati in appena due anni da 21.223 a 36.425 (+71,6%). Nel 2025 i due Paesi da soli hanno quindi generato quasi 74mila iscrizioni anagrafiche dall’estero, circa una ogni sei.
Sempre dall’Asia cresce il Pakistan (+25,7%), così come l’India (+22,9%). Ma l’incremento percentuale più forte riguarda lo Sri Lanka: le iscrizioni sono più che raddoppiate, da 2.876 nel 2023 a 7.294 (+153,6%). In controtendenza la Cina, che scende da 8.746 a 8.157 nuove iscrizioni (-6,7%).
Anche l’Africa [...]
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