Immigrati e rientri, gli ingressi sono stabili: ma dal Marocco +71,6%

A perdere terreno sono gli arrivi dall’Europa. Si muove nella direzione opposta l’Asia

Le nuove iscrizioni all’anagrafe italiana provenienti dall’estero sono circa 440mila ogni anno, ma in appena un triennio è cambiata sensibilmente la loro provenienza. I nuovi residenti da oltreconfine – sono 328mila quelli acquisiti, al netto delle uscite, tra il 2023 e il 2025 nei 106 capoluoghi – sostengono così il bilancio migratorio del nostro Paese.

Nel dettaglio i trasferimenti dall’estero nel 2025 sono stati 439.916, circa lo stesso numero del 2023 (appena +0,1%), dopo il picco di 451.583 raggiunto nel 2024. A perdere terreno sono gli arrivi dall’Europa, scesi da 169.397 nel 2023 a 135.324 nel 2025. Se nel 2023 rappresentavano il 38,5% di tutte le iscrizioni dall’estero, l’anno scorso la quota è scesa al 30,8 per cento.

Gli ingressi dal continente asiatico sono passati da 94.688 a 118.647, con un incremento del 25,3% rispetto al 2023. Si tratta del 27% degli arrivi totali, contro il 21,5% di due anni prima. L’anno scorso l’Asia ha superato l’Africa, diventando la seconda area di provenienza dopo l’Europa.

A trainare la crescita è il Bangladesh, che ha conquistato il primato come singolo Paese di provenienza in assoluto (in tutto 37.494 nuove iscrizioni nel 2025, +44,3% nel triennio). Seguono gli arrivi dal Marocco, balzati in appena due anni da 21.223 a 36.425 (+71,6%). Nel 2025 i due Paesi da soli hanno quindi generato quasi 74mila iscrizioni anagrafiche dall’estero, circa una ogni sei.

Sempre dall’Asia cresce il Pakistan (+25,7%), così come l’India (+22,9%). Ma l’incremento percentuale più forte riguarda lo Sri Lanka: le iscrizioni sono più che raddoppiate, da 2.876 nel 2023 a 7.294 (+153,6%). In controtendenza la Cina, che scende da 8.746 a 8.157 nuove iscrizioni (-6,7%).

Anche l’Africa guadagna terreno: dai 96.152 arrivi nel 2023, ai 111.821 del 2025. (+16,3%), il cui peso sul totale sale dal 21,9 al 25,4 per cento. Oltre al boom del Marocco, aumentano Tunisia (+33,4%), Senegal (+23,6%), e Ghana (+10,7%). Più stabile l’Egitto, che con 22.857 arrivi (+5,1% rispetto al 2023), mentre la Nigeria scende da 5.881 a 5.079 nuovi arrivi (-13,6%).

La contrazione dei flussi migratori dall’Europa emerge chiaramente, osservando alcuni dei tradizionali Paesi di provenienza. Dalla Romania – che per anni ha alimentato gli arrivi verso l’Italia – le iscrizioni sono scese da 24.061 a 16.935 (-29,6%). L’Albania resta invece una delle principali provenienze, con 26.958 iscrizioni nel 2025, ma perde il 10,7% rispetto alle 30.197 di due anni prima. Più contenuto il calo dalla Germania (-1,1%), mentre la Francia registra un lieve aumento (+1,2%). Dal Regno Unito gli arrivi diminuiscono dell’11,9 per cento.

Si riduce anche il contributo dell’America: da 77.743 a 72.283 ingressi (-7%), dopo gli 84.254 del 2024. Le iscrizioni dall’Argentina, dopo essere rimaste vicine a quota 20mila nel 2023 e nel 2024, precipitano a 9.827 nel 2025, il 51,3% in meno rispetto a due anni prima. Quelle dal Brasile scendono da 18.187 a 13.114 (-27,9%). È un trend che risente della recente revisione della disciplina sulla cittadinanza italiana iure sanguinis, che ha introdotto limiti più stringenti al riconoscimento della cittadinanza per discendenza, riducendo l’automatismo precedentemente riconosciuto agli italo-discendenti nati all’estero, soprattutto dall’America centro-meridionale, dove è storicamente ampia la presenza di collettività di origine italiana.

Nel frattempo il volume dei flussi migratori dall’estero resta elevato, nonostante la lieve diminuzione (-2,6%) segnalata dall’Istat nel 2025. La componente straniera continua a rappresentarne oltre l’87%: nel 2025 383mila sono stati ingressi di cittadini stranieri, contro 56mila rimpatri di italiani.

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