
Secondo i dati di Kroll, il comparto retail guida le transazioni, attraendo il 33% degli investimenti, ovvero 2,3 miliardi di euro. Seguono alberghiero, logistica e uffici
Sono oltre 420mila le compravendite registrate nel primo semestre 2026, numero che ha fatto registrare un nuovo massimo storico per volumi di transazione: in quei mesi, gli investimenti corporate nel real estate hanno sfiorato 7 miliardi di euro, un incremento del 35% sullo stesso periodo del 2025. A rilevarlo è il nuovo report pubblicato dal centro studi di Kroll, “La congiuntura immobiliare in Italia – Primo semestre 2026”.
I flussi di capitali sono equamente provenienti da investimenti domestici (49%) e internazionali (51%, principalmente statunitensi, francesi e inglesi).
Il comparto retail guida le transazioni, attraendo il 33% degli investimenti, ovvero 2,3 miliardi di euro. Le principali operazioni concluse hanno confermato l’interesse verso retail park e centri commerciali. Continuano ad attrarre i brand le high street delle principali città, prime tra tutte via Montenapoleone a Milano e via del Tritone e via dei Due macelli a Roma. In queste aree i rendimenti si mantengono stabili tra il 3,5% e il 4,25% a Milano, e tra il 3,75% e il 6% nelle altre high street italiane.
Il settore alberghiero è sostenuto dalla forte domanda turistica, sia internazionale sia domestica. Il comparto ha sfiorato investimenti per 1,5 miliardi di euro, incidendo per il 21% sul mercato. Tra i driver che influenzano le strategie degli operatori: sostenibilità, wellness, autenticità dell’esperienza, personalizzazione dei servizi. Nel primo trimestre 2026, l’occupazione delle camere mostra stabilità (-0,1%), a fronte di un aumento del prezzo medio per notte di circa il 9% rispetto al 2025 (da 131,23 euro a 143,09 euro). Prosegue l’espansione di format innovativi, in grado di intercettare nuove tipologie di clientela, come branded residences, serviced apartments e apart-hotel, e l’interesse verso destinazioni secondarie con potenzialità di sviluppo turistico, tra cui Napoli e la Sicilia.
Al terzo posto, tra i comparti maggiormente attrattivi per investimenti corporate, la logistica. Nel primo semestre 2026, ha attratto 1,2 miliardi di euro, equivalenti al 17% del totale degli investimenti, (+50% rispetto ai primi mesi del 2025). L’interesse degli investitori si concentra verso location posizionate lungo i principali corridoi infrastrutturali e logistici del Paese.
Il segmento uffici arriva al 12% del mercato. Gli investimenti si sono concentrati a Milano e Roma, che insieme coinvolgono l’80% del mercato. Guardando al consultivo 2025, il comparto ha registrato un’accelerazione delle transazioni, con una variazione annua del 4% rispetto al 2024 (da 13.663 a 14.119). A Roma, le location prime hanno rendimenti stabili tra il 4,75% e il 6,25%; nel capoluogo lombardo, invece, i rendimenti mostrano stabilità tra il 4,25% e il 5,25 per cento.
Il comparto residenziale vale circa 650 milioni di euro (in crescita dell’8%). Sostenibilità, efficienza energetica e qualità dell’abitare guidano l’evoluzione del settore. Il segmento degli studentati continua a beneficiare dello squilibrio tra domanda e offerta, soprattutto nelle città con poli universitari.
Tra gli asset alternativi in espansione, i data center si confermano uno dei più dinamici. La crescita è sostenuta dall’espansione dell’intelligenza artificiale, del cloud computing e della crescente necessità di capacità elaborativa e di archiviazione dei dati. Parallelamente, c’è il tema energetico: infrastrutture legate alla transizione energetica, terreni destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili e self-storage sono segmenti che beneficiano di domanda strutturale e di una concorrenza ancora limitata rispetto alle tradizionali asset class.

