Impatto sociale, gli effetti economici sui territori di cinque luoghi rigenerati

Dalle cave abusive del Litorale Domizio al castello nella Bassa Bresciana, fino alle aree confiscate in Emilia. Cinque esempi di rigenerazione e impatto

Parola d’ordine rinascita. E rigenerazione per colonie chiuse da decenni, terreni confiscati o case abusive. È un viaggio tra le storie di rigenerazione, quello realizzato da Ella Studio, che in un dossier ha messo in fila la storia di una serie di luoghi che si avviano al recupero e alla rinascita. «Dall’Oasi naturale della Campania ai castelli della Pianura Padana – sottolinea la ricerca -, fino al lungomare romagnolo, ecco cinque luoghi italiani che hanno saputo riscattare il proprio passato».

In questo percorso c’è il caso dei Laghi Nabi, spazio caratterizzato da cave abusive e trasformato in Oasi Naturale della Campania. «Cave di sabbia abusive avevano ridotto il Litorale Domizio a uno scenario di erosione e abbandono. Da quella ferita è nata la prima Oasi naturale della Campania – sottolinea il lavoro -: i Laghi Nabi. Grazie alla visione degli imprenditori Gino Pellegrino e Michele Falco, sono stati riqualificati oltre 500mila metri di territorio, con 3 laghi per 300mila metri quadri di specchi d’acqua, immersi in 250mila metri quadri di aree verdi recuperate dal degrado».

C’è poi il caso della Bassa bresciana dove un castello era crollato e poi “dimenticato”. «Oggi accoglie oltre 45mila visitatori l’anno e dà lavoro a un centinaio di persone. Merito di una straordinaria operazione collettiva – prosegue ancora lo studio -: la Fondazione Castello di Padernello (maniero di Borgo San Giacomo), guidata da Domenico Pedroni, ha saputo unire enti pubblici, privati, associazioni e campagne di crowdfunding per restituire alla comunità un patrimonio secolare». All’interno visite e guidate tra gli affreschi si affiancano a mercati Slow Food, eventi culturali, concerti [...]

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