In Paganella, dove i bambini imparano  la sostenibilità giocando

A seguire i cortei di passeggini per le strade, la crisi demografica sembra lontana. Ad Andalo i bambini sono ovunque, corrono fra i giochi dell’Andalo Life Park, sfrecciano sulle mountain bike giù per i pendii delle montagne. Anche se l’Altopiano della Paganella è una delle destinazioni più family friendly delle Dolomiti, la sua formula non ricalca quella di un immenso parco divertimento, ma esprime una filosofia, costruita e affinata nel tempo: attraverso il gioco, come notava Gianni Rodari, si possono seminare nei più piccoli consapevolezza e sensibilità, anche per la tutela dell’ambiente che, si spera, fiorirà lungo tutta la loro vita. Un approccio che si esprime inoltre nella figura del “family coach”, che in alcuni alberghi del paese, dal Piccolo Dolomiti Resort al Piz Galin, offre alle famiglie la possibilità di delineare una vacanza su misura, suggerendo esperienze diverse per tipologia, luogo e pure orario della giornata: questo anche per gestire al meglio i flussi del frequentato altopiano, evitando possibili affollamenti, secondo la filosofia dell’ “hotspot management” del comprensorio. Per i bambini è peraltro un aspetto molto efficace per comprendere i rischi dell’overtourism, per relazionarsi al meglio con l’ambiente ma anche con le comunità che lo vivono. E un’altra, altrettanto efficace, occasione è provare il sistema di trasporto pubblico: fra Mezzolombardo e Trento il servizio autobus è stato potenziato con mezzi che passano ogni 15 minuti nei diversi paesi dell’altopiano, consentendo di lasciare l’auto il più possibile ferma fino alla ripartenza. Impostato l’ecosistema, è ora di provare le esperienze del comprensorio: proprio nei boschi di Andalo si trova il sentiero Mega Bugs, 2,5 chilometri fra abeti, faggi e radure costellati di enormi giochi in legno che rappresentano e insegnano a conoscere alcuni degli insetti più comuni della zona. Sempre in tema di animali, a Molveno, antico borgo sorto intorno al bel lago naturale («preziosa perla in più prezioso scrigno», lo definì Antonio Fogazzaro) si trova un interessante Centro Ittiogenico dove imparare tutto sul salmerino alpino e la trota lacustre, le specie alpine che popolano le gelide acque e che sono anche alla base di originali ricette a km zero da provare nei rifugi come La Roda. Ci si sposta invece a San Lorenzo Dorsino, paese formato da sette “ville”, piccole frazioni, abitato da artigiani e percorso da profumi di legna e fieno, da scoprire con una speciale e divertente caccia al tesoro fra le antiche case e le fontane, seguendo una mappa da ritirare nell’ufficio turistico. Da lì si può partire inoltre per una passeggiata al Giardino dei Fossili in Val d’Ambiez, che ricorda le origini da fondale marino tropicale delle Dolomiti. Per trovare un’altra connessione con le origini del pianeta, e ricordarsi di proteggere il suo futuro, le parole di Henri Thoureau in Walden – «andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza» – conducono verso il Bosco del Respiro di Fai della Paganella, dove camminare lasciandosi abbracciare dagli alti faggi che emanano benefici e rilassanti terpeni, secondo i principi del forest bathing rivelati da guide esperte (come Massimiliano Corrà, che all’attività ha dedicato anche un libro). I bambini metropolitani giocano, scalano, abbracciano gli alberi, ascoltano i suoni del bosco, ammirano le sculture di rami e apprezzano persino il piacere del semplice silenzio, da condividere, e ricordare, anche agli adulti.

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