
Efficienza, memorabilità e interazione continua. Così l’IA fa della vacanza un film, girato dietro lenti scure e smart.
Ore 8.00, Milano, quartiere Isola. Una notifica sullo smartphone annuncia che lo chauffeur che deve portarmi all’aeroporto sta aspettando sotto casa. Lo chaffeur, però, non c’è. C’è solo la berlina nera ed elettrica, senza autista, che mi porterà all’hub di Linate, dove un aereo privato mi aspetta per portarmi a New York, alla Settimana della moda. Tutto è stato organizzato sulla base delle mie preferenze, registrate con cura da Claude (il riferimento a Claude di Anthropic è puramente casuale, o forse no), uno dei miei agenti IA, che gestisce la mia immagine, il mio benessere, i miei business naturalmente, e tutte le mie relazioni con il mondo. Il viaggio e il soggiorno sono calibrati su quello che desidero e di cui ho bisogno – perché l’algoritmo conosce il mio bioritmo meglio di me – dalla mia musica preferita in volo ai detour verso un paio di posti vegani della Grande Mela, alla creazione di un’agenda dinamica in loco, sulla base di chi nel mio network si trova a New York nelle stesse date. I miei occhiali scuri e smart aiuteranno a nascondere le occhiaie prima della beauty routine on board, dandomi allo stesso tempo indicazioni real time di tutto quello che sta attorno a me. Claude ha chiesto al Bowery Hotel di New York, dove starò, una suite con robot, che mi assisterà, in maniera discreta e pronta, 24/7, nella mia settimana newyorkese, e ha affittato taxi senza conducente e bicicletta elettrica, disponibili on demand, a seconda dei miei appuntamenti, cene e party. L’hotel, che ha processato la mia storia digitale nel giro di pochi secondi, mi mette a disposizione un drone, che mi seguirà durante la settimana, garantendomi sicurezza e regalandomi un reportage fotografico e video, da condividere sui social e con il mio network. Deciderò a Milano, con Claude, se farne un film o una serie di pillole, per i miei follower o magari solo per me. Tutto per me. Il futuro del lusso, grazie all’IA, è ancor più centrato su di me.
Ecco una sintesi di quello che l’IA può già fare oggi e farà a breve per i nuovi cosmopolitan. L’applicazione dell’IA al mondo dei viaggi, soprattutto premium, fa esattamente quello che la tecnologia deve fare per definizione: aumentare efficienza, opportunità, sofisticatezza e memorabilità. Viviamo in un mondo di ultrapersonalizzazione dinamica, servita su di un piatto d’argento da software e hardware (occhiali, robot, droni, auricolari, e simili), che rendono la nostra vita un “girato” per storie fantastiche e quasi cinematografiche. Le destinazioni dell’élite sono più o meno le stesse, dalle Bahamas a Montecarlo, da St. Moritz alla Costa Smeralda, e non credo che cambieranno. Quello che cambia è la sublimazione e drammatizzazione delle esperienze, che possono essere messe a disposizione di marche di lusso od operatori del travel, a pagamento, oppure condivise sui canali social per aumentare social currency e status. D’altra parte, il lusso è sempre stato affermazione personale. I migliori creator sono già motori di cambiamento della industry. Il prossimo film Il Diavolo veste Prada, versione numero tre, potrebbe avermi tra i protagonisti. Fattibile? Lasciate che chieda a Claude di fondere la mia vacanza a New York con il footage del film, per crearne la mia personalissima versione.
Pianificatori di viaggi potenziati dall’IA sono già disponibili online, e si tratta spesso di startup o app che promettono efficienza e itinerari lontani dalle solite mete (senza poterli citare tutti, ce ne sono già in abbondanza). E l’IA sta già entrando nella pianificazione e nell’esecuzione di grandi operatori di crociere, come Msc, o sui portali più utilizzati dagli internauti, da Booking a Expedia. Msc, azienda italiana leader mondiale in trasporti cargo e crociere, ha inserito l’IA nell’intero customer journey, dall’agenzia viaggi alle esperienze a terra e a bordo. Per esempio, fare on-boarding di una nave da migliaia di persone si misura in minuti e non in ore, mentre lo staff sa ogni mattina quali attività proporre a ogni cabina, organizzando menu dei ristoranti e tempo degli animatori al millimetro. C’è di più, però, nel viaggio del futuro, oltre la necessaria efficienza e personalizzazione. E non è un tema di destinazioni esotiche.
Il viaggio di lusso potrebbe portarci là dove era impossibile arrivare prima. Blue Origin, l’azienda spaziale di Jeff Bezos – fondatore di Amazon, o Nasa Mars, la navetta della Nasa per Marte (a cui è possibile iscriversi sul portale dell’agenzia americana), porteranno nello spazio milionari e curiosi. Anche in questo caso, non si tratta solo dell’esperienza in sé, eccezionale ancor più che per l’investimento economico, per quello di tempo (attenzione, perché un viaggio andata e ritorno su Marte potrebbe durare fino a 18 mesi). Si tratta di spettacolarizzazione, che aggiunge stamina e cachet alla vita.
Il lusso è sempre stato una questione di lifestyle, lo conferma un recente studio di The Economist sul settore. L’IA e la tecnologia non solo sublimano l’ego dei naviganti, ma li equiparano a stelle del cinema. Il viaggio digitale e mentale creato dall’IA e dal tech, ad personam, è la chiave per forgiare i nuovi Marco Polo. Fisico e digitale sono già una cosa sola, e le coccole di un viaggio in prima classe devono rivolgersi all’io fisico e al suo digital twin. Personalmente ho intenzione di andare con Claude nei soliti posti chic del pianeta, ma in un modo tutto nuovo, personale, phygital e un po’ felliniano. Non ho bisogno di raccontarvi che cosa mi è successo a New York e le esperienze meravigliose che ho fatto. Ho delegato a Claude, che lo farà per me e meglio di me. La vacanza dei miei sogni e il suo racconto li ha già fatti l’IA. A me spetta solo decidere se renderlo pubblico.
Virtuale, reale
Se un vero tour operator digitale ancora non esiste, molti dei suoi componenti sono già disponibili. Gli assistenti generativi come ChatGPT, Claude (Anthropic) e Gemini (Google) suggeriscono itinerari, hotel e ristoranti, traducono conversazioni e aiutano a gestire gli imprevisti. Per andare oltre la semplice ricerca online, piattaforme come Layla (layla.ai) trasformano l’idea di un viaggio in un itinerario personalizzato. L’IA entra anche nella produzione dei contenuti. CapCut (versione base gratuita, capcut.com) automatizza montaggio ed editing di video e reel, mentre droni come il DJI Mini 5 Pro (799 €, dji.com) realizzano riprese aeree professionali grazie a una fotocamera da un pollice.
Sul fronte della mobilità, i robotaxi di Waymo negli Stati Uniti e Apollo Go in Cina (waymo.com e apollogo.com) trasportano già i passeggeri senza conducente in aree urbane selezionate.
Negli hotel e nelle crociere appaiono concierge digitali e robotizzati. L’Otonomus di Las Vegas (doppia da 215 $ a notte, lasvegas.otonomushotel.com) sperimenta il robot OTO come assistente degli ospiti, mentre in crociera MSC Concierge permette di prenotare escursioni e ristoranti e offre assistenza personalizzata a bordo in più di 90 lingue (msccruises.com).
L’IA si porta anche addosso, con gli smart glasses Ray-Ban Meta e Oakley Meta, capaci di scattare foto, registrare video, fornire informazioni contestuali e interagire con assistenti IA tramite comandi vocali (nuovi Ray-Ban Meta Gen 2, 469 €, ray-ban.com; Oakley Meta, da 439 €, oakley.com).
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