Inchieste Urbanistica, ancora altre assoluzioni, ma i nodi rimangono

Per il caso di via Fauché la decisione del tribunale di Milano per due professionisti considerati «in buona fede»

Le inchieste sull’Urbanistica di Milano hanno ancora esito incerto, almeno dal punto di vista penale. E’ arrivata infatti un’altra sentenza con assoluzioni. Il Tribunale di Milano ha assolto «perché il fatto non costituisce reato» il costruttore Luigi D’Ambrosio e il direttore dei lavori e progettista Marco Colombo nel processo con al centro le accuse, a vario titolo, di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso, per il cantiere di via Fauché 9, dove al posto di un vecchio laboratorio-deposito venne realizzata una palazzina residenziale con due piani fuori terra e un piano seminterrato, che il Comune aveva deciso nel frattempo di demolire dopo una sentenza del Tar, confermata dal Consiglio di Stato, a riprova di quanto sia difficile seguire l’iter delle indagini, divise tra un profilo amministrativo e uno strettamente penale.

La decisione di assoluzione è del giudice Franco Cantù Rajnoldi. Un altro costruttore, Gaetano Risi, oggi è stato assolto come aveva chiesto il pm Paolo Filippini «per non aver commesso il fatto». Per gli altri due imputati la Procura, invece, aveva chiesto condanne fino a un anno con pena sospesa.

Si tratta di un altro verdetto di assoluzione in un caso in cui, tra l’altro, non erano imputati dirigenti o funzionari comunali. Lo scorso giugno, il Tribunale aveva assolto tutti e otto gli imputati, tra costruttori, progettista, ex dirigenti e funzionari del Comune, per il caso Torre Milano.

L’accusa, nel caso di via Fauché, contestava a Colombo di aver reso dichiarazioni false [...]

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