
La relazione Inail evidenzia come consuntivo dello scorso anno un aumento delle denunce di infortunio (+1,2%) e un record di 98mila denunce di malattie professionali, il livello più alto degli ultimi 26 anni. In diminuzione invece gli incidenti mortali (-3,3%). I comparti più esposti restano manifatturiero, costruzioni, trasporti, sanità e commercio.
Crescono le denunce di infortunio e di malattie professionali – il dato del 2025 è il più alto degli ultimi 26 anni – mentre si riducono gli incidenti mortali.
Nella relazione sul 2025 illustrata alla Camera dal presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, le denunce di infortunio sono state 600mila, in aumento dell’1,2% rispetto al 2024. Di queste, 519mila denunce riguardano i lavoratori (+0,8% sul 2024); l’80% sono avvenute in occasione di lavoro (+0,5%) e il restante 20% in itinere nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (+2,4%). Mentre 81mila denunce riguardano gli studenti (+3,4%), ai quali è stata estesa la polizza assicurativa anche per i tragitti legati all’alternanza scuola lavoro.
Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.198, in diminuzione del 3,3% rispetto al 2024. In particolare sono calate di 1.189 le denunce per lavoratori (37 in meno del 2024): di queste il 75% sono avvenute in occasione di lavoro e il restante 25% in itinere tra casa e lavoro. Le denunce di infortuni con esito mortale tra gli studenti sono state 9 (quattro in meno del 2024).
Rapportando le denunce di infortuni avvenuti nello svolgimento dell’attività lavorativa al numero degli occupati Istat, il valore del 2025 si attesta a 1.720,4 casi ogni 100mila occupati, inferiore dello 0,3% rispetto all’anno precedente (1.725,6) e del 13,4% rispetto a quello rilevato nel 2019 (1.986,7). In calo anche il valore dei casi mortali, che si attesta a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, con una riduzione del 4,9% rispetto al 2024 (3,88) e del 5,4% sul 2019 (3,90).
i settori più rischiosi sono sempre gli stessi. Nel comparto manifatturiero, costruzioni, sanità, trasporti e commercio si concentra oltre il 70% del totale delle denunce in occasione di lavoro. Per i decessi, costruzioni, manifatturiero e trasporti raccolgono quasi il 60% delle denunce mortali in occasione di lavoro.
Quanto alle malattie professionali, nel 2025 le denunce sono state 98.312, in forte aumento rispetto al 2024 (+11,3%). «Il dato del 2025 è il più alto degli ultimi 26 anni e quadruplica i valori registrati nel 2000», ha spiegato il presidente dell’Inail aggiungendo che questa «crescita costante, favorita dall’azione dei patronati e dei medici certificatori, non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni lavorative, ma evidenzia l’emersione del sommerso».
Da notare che le denunce si riferiscono alle patologie e non ai soggetti ammalati, che sono stati 63.136 (+8,8% rispetto ai 58.038 del 2024), con una media di 1,6 denunce per ciascun lavoratore, effetto delle cosiddette denunce “plurime”, tipiche in particolare delle patologie muscolo-scheletriche (70mila casi, ormai tre denunce su quattro). Anche per un’unica segnalazione di un lavoratore, possono essere aperte più pratiche per tracciare le singole patologie riscontrate.
Il bilancio 2025 dell’Inail registra un avanzo finanziario di competenza di oltre 1,74 miliardi di euro. Si rileva un disavanzo economico di oltre 3,1 miliardi di euro, da attribuire prevalentemente all’incremento dei capitali di copertura delle rendite per effetto di quanto previsto dal decreto del ministro del Lavoro del 25 marzo 2025 (adozione dal 1° gennaio 2025 delle Tabelle dei nuovi coefficienti di capitalizzazione delle rendite Inail).
Sul fronte delle entrate, i premi e i contributi ammontano a 10,38 miliardi di euro, registrando una crescita del 6% rispetto al 2024. Le prestazioni economiche erogate a infortunati e tecnopatici ammontano complessivamente a oltre 5,61 miliardi di euro, in aumento dell’1,70% rispetto al consuntivo dell’anno precedente. La quota principale, pari a oltre 4,91 miliardi, è destinata al pagamento delle rendite. L’avanzo patrimoniale al 31 dicembre 2025 ammonta a oltre 12,45 miliardi di euro, con un avanzo di amministrazione che supera i 53 miliardi.
Nel 2025 è stata completata la revisione dei contributi in agricoltura, che ha introdotto dal primo gennaio 2026 una riduzione strutturale del 35,8% per i lavoratori dipendenti e del 15,4% per i lavoratori autonomi. Sul fronte delle imprese virtuose, gli interventi di riduzione del tasso medio per prevenzione hanno premiato 30.841 aziende con uno sconto complessivo di oltre 211 milioni di euro.
Una svolta, ha ricordato D’Ascenzo, è rappresentata dall’introduzione della logica di “bonus malus” autorizzata dal decreto-legge 159/2025 per la revisione delle aliquote di oscillazione del tasso. Con l’applicazione delle nuove tariffe per l’autoliquidazione 2026, l’Inail ha inteso premiare le aziende virtuose ed evitare penalizzazioni procedurali.

