
In poco più di due anni il gruppo ha trattato un milione di pannelli dismessi
In poco più di due anni di attività, Interzero Italia è riuscita a recuperare circa 2mila tonnellate di silicio da pannelli fotovoltaici dismessi, equivalenti a circa un milione di pannelli trattati, reintroducendo il materiale nel mercato industriale e segnando una svolta concreta nell’economia circolare dell’energia solare. Interzero Italia non lavora direttamente il materiale, ma è oggi tra le realtà italiane più importanti e opera come intermediario strutturato nella filiera del recupero del silicio da pannelli fotovoltaici a fine vita, acquistando il silicio separato dalle celle e rivendendolo a fonderie specializzate.
Il silicio, materiale strategico per l’industria, rappresenta circa il 10% del peso totale del pannello e, secondo le stime, quasi tutta la frazione presente nei moduli può essere recuperata. Recuperarlo non è semplice: le celle sono difficili da separare dal vetro e il silicio è legato ad altri materiali. Interzero seleziona il materiale e lo destina a fonderie di metalli non ferrosi dotate di forni particolari.
L’innovazione introdotta da Interzero sta nella costruzione di una filiera in cui il silicio recuperato non finisce in applicazioni di basso profilo, ma viene rivalorizzato e reintegrato. Quando il grado di purezza non ne consente il riutilizzo per produrre nuovi pannelli fotovoltaici, il silicio riciclato può essere impiegato per leghe industriali destinate ai settori automotive e navale e, nella maggior parte dei casi, in applicazioni elettroniche come i chip. In questo modo un pannello fotovoltaico può continuare a generare valore anche dopo la fine del suo ciclo di vita.
«Il recupero del silicio», afferma Mario Bagna, ad di Interzero in Italia, «rappresenta un salto di qualità, che consente una raffinazione vera e propria del materiale. Sebbene non esista ancora un vero mercato di trading regolamentato per il silicio riciclato, si sta delineando un nuovo spazio economico in cui Interzero è già attiva e riconosciuta. L’azienda prevede di espandere le collaborazioni con fonderie e fornitori, aumentare i volumi di acquisto e di vendita e contribuire alla nascita di un sistema industriale integrato su scala europea». L’azienda supporta oltre 80mila clienti in tutta Europa, conta 2mila dipendenti e genera un fatturato di quasi un miliardo.

