
Sono sempre più numerosi i brand del Dragone che hanno deciso di volere assemblare nel Vecchio Continente i loro modelli, soprattutto elettrici, ma anche ibridi destinati al mercato europeo. La Spagna ne ospita il numero maggiore. Altri sono, per il momento, in stand by.
I brand dell’auto cinesi si stanno attrezzando per produrre le loro auto di punta in Europa e aggirare le tariffe di importazione dell’EU sui veicoli elettrici, ma non solo, made in Cina. Se Byd ha optato per una fabbrica in Ungheria operativa per la fine dell’anno, Xpeng sta sfruttando gli impianti di Magna Steyr a Graz in Austria per i modelli più recenti. Ma è la Spagna ad ospitare più fabbriche cinesi. Geely ha scelto lo stabilimento di Ford a Valencia per produrre la EX2, Leapmotor utilizza le fabbriche di Stellantis di Madrid e di Saragozza dove dal 2028 produrrà la B03. Mentre Chery ha puntato l’ex sito di Nissan a Barcellona, dove sta per avviare la produzione della Omoda 5. Fra gli ultimi arrivati c’è Saic che paga la tariffa più alta imposta ai produttori cinese il 35,3%, più il 10% sull’importazione e GWM che al Tech Day di Milano ha annunciato che da gennaio produrrà in Bulgaria la sua Ora 5.
Fra quelli in stand by c’è Dongfeng che ha avviato delle trattative avanzate con il governo italiano e con il gruppo Stellantis per produrre in Italia non meno di 100 mila auto l’anno nello stabilimento di Cassino. Mentre Byd dopo la fabbrica in Ungheria potrebbe anche aggiungerne un’altra nei prossimi anni. Nel frattempo l’EU per fronteggiare il previsto nuovo afflusso di veicoli di fabbricazione cinese, ha di recente, aumentato anche le tariffe degli ibridi cinesi, a meno che Pechino non limiti le loro esportazione annuali al 15%. Di qui la decisione di Saic di puntare sulla Spagna per la prima fabbrica nel Veccho Continente. Sorgerà a Ferrol in Galizia con l’obiettivo di una produzione di 70.000 [...]
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