
Studio di A2A con Teha: in Italia possono attivare 825 miliardi al 2050. Focus su reti e rinnovabili porteranno al taglio dei costi energetici
Il 2026 ha visto la conclusione del Pnrr, il più grande piano di investimento pubblico del secondo dopoguerra: 194 miliardi destinati all’Italia senza i quali il Paese sarebbe – lo dicono diversi osservatori – in recessione. Chi raccoglierà ora il testimone per dare continuità agli investimenti e rilanciare la competitività italiana? Se lo è chiesto A2A che con Teha Group ha realizzato lo studio “Investire per competere. Il contributo delle utility a sviluppo e occupazione del Paese”, presentato oggi al Forum di Cernobbio da Roberto Tasca e Renato Mazzoncini, rispettivamente presidente e ad di A2A, e Lorenzo Tavazzi, senior partner e board member di Teha Group.
La risposta è nello stesso titolo: le utility sono pronte a fare la propria parte, allocando risorse in ambiti strategici per il futuro dell’Italia, per non perdere la spinta data dal Pnrr e per rafforzare un sistema che deve affrontare sfide complesse, dalla competitività e dalla sicurezza delle proprie catene di approvvigionamento – che la crisi di Hormuz ha rimesso sotto la lente – a un cambiamento climatico sempre più percepibile. L’analisi di A2A e Teha stima che le aziende del comparto energy & utility possano attivare in Italia investimenti privati complessivi per 315 miliardi di euro entro il 2035 e 825 miliardi entro il 2050, pari a circa 33 miliardi di euro all’anno. Nei seguenti ambiti: generazione da fonti rinnovabili e nucleare, soluzioni per la flessibilità del sistema elettrico, infrastrutture elettriche e del gas (ancora necessario), data center, teleriscaldamento, ciclo idrico integrato, trattamento, riciclo e recupero dei rifiuti e biometano. Con la concentrazione maggiore di fondi sulla generazione, che va aumentata, su rinnovabili, reti ed efficienza della gestione idrica (si veda anche il grafico a fianco).
Sono i settori critici dell’infrastruttura energetica italiana, nonché le classiche aree di azione delle utility, per loro natura al centro della grande sfida di questi anni, la transizione, con la capacità di tradurre gli obiettivi europei in sviluppo dei territori dal punto di vista economico, ambientale e sociale.
Lo studio calcola anche i benefici delle risorse [...]
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