Iran: «Dagli Usa proposte, ma Hormuz resta chiuso senza le nostre condizioni»

L’Iran ha intenzione di «aumentare la velocità e la gittata» dei missili a disposizione, perché «ora il nemico si trova molto più lontano dalle coste» del Paese rispetto alle prime fasi del conflitto, una distanza che arriva «fino ai mille chilometri»: è quanto affermato dal portavoce delle forze armate iraniane, Mohammad Akraminia. Lo stesso portavoce, citato dalla Fars, ha aggiunto che i missili iraniani sinora impiegati durante la guerra, in particolare quelli utilizzati per colpire le basi del nemico (statunitensi) in Kuwait e i missili da crociera antinave impiegati contro le navi del nemico, si sono comunque dimostrati altamente efficaci. Tuttavia, ora l’idea è di aumentare tali capacità militari. «L’Iran ha già intrapreso questo percorso e le future generazioni dei nostri missili, che entreranno in servizio operativo, disporranno di capacità ancora maggiori», ha spiegato Akraminia.

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato di aver effettuato durante la notte un attacco contro l’alto esponente di Hamas Ali al Amoudi, precisando tuttavia che i risultati dell’attacco sono ancora in fase di verifica. I media palestinesi hanno riferito che l’attacco, condotto a Gaza City, ha provocato la morte di cinque persone, tra cui quattro donne.

L’esercito ha indicato che l’attacco ha preso di mira Amoudi mentre si trovava in un appartamento «utilizzato per attività terroristiche, all’interno di un edificio residenziale», e che sono state adottate misure per «ridurre al minimo il più possibile i danni ai civili».

Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore e presidente del parlamento iraniano, ha affermato che Washington ha avanzato «alcune proposte tramite un mediatore» dopo che Teheran aveva proposto una tabella di marcia di sette giorni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, ha sottolineato, gli Usa devono sapere «che l’epoca in cui si perdeva tempo e si imponevano richieste unilaterali è finita», che la posizione dell’Iran rimane «chiara e definita» e che «lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché non saranno soddisfatte le nostre sette condizioni basate sul Memorandum di Islamabad». Lo riporta Al Jazeera. «L’Iran non è un Paese che definisce la propria grande strategia e la sicurezza nazionale sulla base dei tweet o delle interviste quotidiane dei funzionari americani. Basiamo le nostre azioni sulla condotta effettiva del nemico, non sulla retorica mediatica o su false dicotomie», ha aggiunto, citato dall’agenzia Irna.

Nella notte aerei da guerra sauditi hanno preso di mira la città di Abs, nella provincia di Hajjah, nello Yemen. Poche ore prima, diverse fonti arabe hanno riferito di esplosioni a Buqayq, in Arabia Saudita, a seguito di un attacco con missili balistici da parte delle forze yemenite. Fonti della regione poi hanno segnalato forti esplosioni anche nei pressi dell’aeroporto di Riad.

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