Iran, Pakistan: «Progressi nei colloqui a Teheran». Colpita nave al largo dell’Oman

Il «D-Day economico», la guerra di sanzioni che gli Stati Uniti vogliono scatenare per «isolare l’Iran con azioni senza precedenti» è diventata rapidamente – anche ieri nelle dichiarazioni dell’amministrazione americana – una minaccia nei confronti dei Paesi che fanno affari con il regime di Teheran, che comprano petrolio iraniano e in definitiva sostengono l’economia degli ayatollah. In primo luogo la Cina, da anni il principale acquirente di petrolio iraniano . Ma anche India e Turchia. E poi Russia, Emirati Arabi e Pakistan.

Scott Bessent, durante una conferenza stampa da Washington, ha annunciato «l’avvio immediato dell’operazione Economic Outcast», una nuova serie di sanzioni secondarie, parte di un’ampia «offensiva economica per emarginare l’Iran e tagliare i legami finanziari di Teheran in tutto il mondo»: «Il nostro obiettivo – ha ripetuto il segretario al Tesoro – è recidere ogni ancora di salvezza economica che sostiene questo regime tirannico, fino a quando Teheran non resterà completamente isolata»

Il ministro dell’Interno pachistano, Mohsin Navqi, ha riferito di “progressi importanti” nei colloqui avuti a Teheran insieme al capo dell’esercito il feldmaresciallo Asim Munir.

“Io e il federmaresciallo Asim Munir abbiamo avuto un incontro molto positivo e proficuo con il presidente iraniano – ha scritto su X – la nostra discussione si è concentrata sul conflitto tra Iran e Stati Uniti, sulle tensioni in Medio Oriente e sulle prospettive future, così come sui passi necessari da entrambe le parti per il ripristino del memorandum di intesa di Islamabad, che porterebbe a una soluzione globale del conflitto”.

Da parte sua, l’esercito pachistano ha affermato in una nota che i colloqui hanno riguardato misure per scongiurare un’ulteriore escalation del conflitto e la riapertura dello Stretto di Hormuz.

“Il presidente iraniano ha condiviso con franchezza la posizione e le preoccupazioni del suo governo, e abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo sulle questioni in oggetto – ha aggiunto il ministro dell’Interno – sono stati fatti progressi importanti e l’incontro si è concluso in modo estremamente positivo. Rimaniamo fiduciosi che questo slancio contribuirà ad aprire la strada a ulteriori passi avanti e a una pace duratura nella regione”.

L’agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) ha riferito di una nave “colpita da un proiettile non identificato” a circa 9 miglia nautiche a nord-est di Ash Shishah, in Oman. L’impatto ha danneggiato la sala macchine della nave, mentre l’equipaggio è rimasto illeso.

Articoli correlati