Iran, Trump: «Abbiamo spazzato via l’Iran, presto avremo pieno controllo di Hormuz»

La portaerei Abraham Lincoln ha concluso la sua missione in Medio Oriente e, insieme al suo equipaggio di circa 5.000 marinai, ha iniziato il suo viaggio verso San Diego, in California, dopo nove mesi di dispiegamento. Il suo posto è stato preso da un’altra portaerei, la George Washington, giunta dal Giappone. La partenza della Lincoln è stata confermata al New York Times da un funzionario Usa. L’Abraham Lincoln è stata schierato in Medio Oriente come parte delle operazioni americane contro l’Iran. Nelle ultime settimane erano emerse notizie sulla scarsa qualità della vita a bordo della nave a causa delle sfide logistiche causate dalla distruzione da parte dell’Iran di una base della Marina a Manama, in Bahrein, che fungeva da vitale hub di rifornimento. La Abraham Lincoln era partita da San Diego il 21 novembre dello scorso anno e ha trascorso tutti i 272 giorni in mare, fatta eccezione per una breve sosta a Guam a dicembre e una in Oman per fare rifornimento. Migliaia di marinai a bordo della nave non hanno avuto giorni liberi per riposarsi e ora devono affrontare un viaggio di ritorno di circa 13.000 miglia, che potrebbe richiedere dalle quattro alle cinque settimane.

L’Onu afferma che i propri caschi blu nel Libano meridionale continuano a subire episodi che coinvolgono le forze israeliane, che ne limitano la libertà di movimento e sollevano preoccupazioni per la loro sicurezza. Ne dà notizia il sito del network satellitare qatariota Al Jazeera. “Mercoledì, un carro armato (dell’esercito israeliano, ndr) ha puntato la torretta e un laser contro una delle postazioni delle forze di pace nei pressi di Adshit al-Qusayr”, ha dichiarato Stephane Dujarric, portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, durante una conferenza stampa. Ha aggiunto che nei pressi di Meiss el-Jabal “alcuni colpi di armi leggere hanno colpito nelle vicinanze di una postazione Unifil” mentre le forze israeliane “operavano nelle vicinanze”. Dujarric ha affermato che tra lunedì e mercoledì sono stati registrati sette episodi che hanno limitato i movimenti dell’Unifil.

Qualsiasi

La pressione economica è lo “strumento più efficace” degli Stati Uniti contro l’Iran, ma si tratta di una “danza delicata”. Lo ha detto il vice presidente americano JD Vance in un’intervista al podcast “Clay Travis and Buck Sexton Show” rilanciata dalla Cnn. “Lo strumento più efficace che abbiamo è la pressione economica che possiamo esercitare su di loro. E questa è una danza delicata, perché se esercitiamo pressione economica su di loro, loro cercheranno di fare altrettanto con noi”, ha detto Vance, sostenendo che “nelle ultime due settimane loro hanno subito molta più pressione di noi”. Vance ha riconosciuto che “ovviamente i prezzi del petrolio sono alti, come si può notare alla pompa”, ma ha evidenziato la capacità dell’amministrazione di far transitare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. “Stanno cercando di chiudere lo Stretto, e se riusciamo, non tanto a riportarlo alla situazione precedente, ma a far uscire abbastanza petrolio e gas da dare un po’ di sollievo agli americani alla pompa, un po’ di sollievo sui prezzi dell’energia”, ha aggiunto il vice presidente. Secondo Vance, “gli iraniani vengono puniti per aver sparato contro le navi mercantili” e “questo esercita una forte pressione economica su di loro e cambia le loro valutazioni sul tipo di accordo che vogliono concludere”.

Abbiamo spazzato via l’Iran”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista telefonica a Michael Cohen, suo ex avvocato e suo grande accusatore nel processo sui rapporti del tycoon con la pornostar Stormy Daniels. Teheran “dispone di alcuni missili e droni ma ha una capacità produttiva limitata”, ha proseguito il presidente Usa, aggiungendo che “gli Stati Uniti controllano sostanzialmente lo Stretto di Hormuz e presto ne avranno il pieno controllo”.

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