Isee corrente se la condizione economica peggiora

L’opzione che consente di aggiornare l’indicatore per accedere a prestazioni agevolate è però poco utilizzata

Nel 2025, secondo l’osservatorio Inps, 10,3 milioni di famiglie hanno presentato 11 milioni di dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere l’Isee, cioè l’indicatore della situazione economica equivalente, che serve per accedere a prestazioni, come il contributo per la mensa scolastica ad esempio, ma anche i vari bonus sociali, la cui erogazione tiene conto della condizione economica del nucleo familiare. Il numero di famiglie equivale a circa 30 milioni di persone. L’utilizzo dell’Isee è cresciuto in modo considerevole nel corso degli anni, dato che nel 2002 riguardava meno di 2 milioni di famiglie e 7 milioni di persone, pari al 12,4% del totale.

L’indicatore viene elaborato prendendo in considerazione la ricchezza mobiliare e quella immobiliare del nucleo familiare (al secondo anno solare precedente la presentazione della Dsu), nonché il numero e le caratteristiche delle persone che lo compongono. Ne risulta un valore che non è pari alla somma degli importi indicati e che, ad esempio, a parità di ricchezza differisce se le famiglie hanno caratteristiche differenti.

Di indicatori ne esistono più di un tipo, risultato di modalità di calcolo differenti che tengono conto di alcune situazioni specifiche. Il principale è quello ordinario, a cui si affiancano altri da utilizzare per l’accesso a determinate prestazioni. Tra questi troviamo l’Isee minorenni (in caso di genitori non coniugati tra loro e non conviventi), quello per l’università, il socio-sanitario, il socio-sanitario residenze e, dal 2026, quello per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione (da utilizzare, nello specifico, per richiedere l’assegno di Inclusione, il supporto per la formazione e il lavoro, l’assegno unico e universale per i figli a carico, il bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione, il bonus nuovi nati.

Inoltre si può chiedere l’elaborazione dell’Isee corrente qualora si sia già in possesso di un Isee di altro tipo e si verifichino alcune situazioni negativi:

  • interruzione o riduzione della attività lavorativa o della fruizione di trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo a fini Irpef;
  • se la situazione reddituale complessiva del nucleo familiare cambia di oltre il 25% rispetto all’Isee calcolato in via ordinaria oppure se la situazione patrimoniale cambia per oltre il 20 per cento.

Con l’Isee corrente si prendono in considerazione i valori riferiti all’anno precedente invece di quelli di due anni prima e così si ha una fotografia aggiornata e più realistica della situazione concreta del nucleo familiare. Si tratta di una opzione poco utilizzata nel corso degli anni, con un picco pari al 3,3% delle richieste di Dsu ordinario nel 2021 per poi scendere all’1,7% lo scorso anno.

L’indicatore viene elaborato dall’Inps dopo che il richiedente ha compilato la Dsu. Per fare ciò si può utilizzare la modalità precompilata (scelta nel 16% dei casi nel 2025) accedendo al sito internet dell’istituto di previdenza. In tal caso nel sistema compaiono alcuni dati precompilati, tra cui i redditi dichiarati all’agenzia delle Entrate, mentre altri vanno autodichiarati dal richiedente che ha comunque la facoltà di controllare tutti i valori inseriti. In alternativa ci si può rivolgere a un centro di assistenza fiscale (Caf). I tempi di elaborazione sono contenuti: in genere l’indicatore viene comunicato dopo 3-4 giorni.

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