Israele al voto, record d’affluenza: 1,2 milioni alle 10

Viaggio nei seggi di Tel Aviv, tra i familiari delle vittime del 7 ottobre che vogliono una commissione d’inchiesta e «un cambiamento»

TEL AVIV – La giornata elettorale di quella che forse è l’elezione più importante nella storia di Israele è iniziata 31 minuti prima che aprissero i seggi. I familiari delle vittime del 7 ottobre 2023 e delle persone sequestrate si sono ritrovati alle 6.29 del mattino in Piazza degli Ostaggi, a Tel Aviv. Nell’ora esatta in cui ebbe inizio l’attacco guidato da Hamas. Un minuto di silenzio. Un’altra manifestazione è cominciata un’ora dopo, nei pressi del complesso militare della Kirya, in Begin Street. I messaggi sono essenzialmente due: chiedere una commissione d’inchiesta sul 7 ottobre e sulle responsabilità di chi avrebbe dovuto prevenirlo, e andare a votare, in nome di chi oggi non può più farlo.

Nella laica metropoli di Tel Aviv, il messaggio è stato colto. Gli elettori si sono riversati ai seggi sin dalle prime ore del mattino. Le urne si sono aperte alle sette e chiuderanno alle 22. Sono circa 7,3 milioni gli israeliani chiamati a rinnovare i 120 seggi della Knesset. Si annuncia un testa a testa tra il blocco di destra guidato da Benjamin Netanyahu e le forze di opposizione, in una delle elezioni più incerte degli ultimi anni. I sondaggi più recenti davano tuttavia in vantaggio il blocco dell’opposizione, con 52-56 seggi contro i circa 50 della destra. Ma nessuno dei due schieramenti, sempre secondo i sondaggi preelettorali, raggiungerebbe i 61 seggi necessari per avere la maggioranza in Parlamento e governare. La posta in gioco non è soltanto la guida del prossimo governo, ma anche la direzione che prenderà Israele dopo tre anni di guerre e profonde divisioni interne.

Nel seggio elettorale allestito nella scuola [...]

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