
L’ateneo romano ha portato nella capitale l’economista britannico per una riflessione sul legame tra organizzazione del potere politico e prosperità degli stati
Perché alcune nazioni sono riuscite a raggiungere e mantenere notevoli livelli di prosperità mentre altre no? È la domanda che ha dato il via ai lavori del Luiss Research Day di quest’anno, ma è anche il quesito che ha ispirato la ricerca che è valsa il premio Nobel per le scienze economiche a James Robinson, ospite d’eccezione dell’evento. Nel suo intervento, Robinson, facendo riferimento a specifici casi di studio, la Corea del Sud, il Ruanda e la Gran Bretagna, ha riflettuto sul rapporto che lega l’organizzazione del potere politico di una società e la sua capacità di progredire da un punto di vista economico. In occasione dell’appuntamento, ospitato dall’Aula Chiesa del campus di viale Romania dell’ateneo romano, il rettore della Luiss Paolo Boccardelli ha assegnato al premio Nobel il Luiss Research Award.
L’obiettivo del Research Day, che Stefano Manzocchi, prorettore alla ricerca della Luiss, ha definito «un’occasione per connettere le nostre linee di ricerca con il dibattito internazionale e per auspicare, all’interno del nostro ateneo, un confronto produttivo tra scienze sociali, humanities, area giuridica e dipartimento di intelligenza artificiale», era cercare di ragionare su come porre, a livello politico, le basi per agevolare il progresso materiale di una società.
Paolo Boccardelli, rettore dell’Università, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di chiedersi perché, se la prosperità deriva da investimenti, formazione e innovazione, alcune società investono, formano e innovano più di altre. Capire come le istituzioni si evolvono, ha ribadito Boccardelli, è diventato infatti centrale per comprendere da cosa deriva lo sviluppo economico.
Il rettore ha spiegato che il nostro paese è uno dei più industrializzati d’Europa e del mondo, è il secondo paese manifatturiero in Europa, il quarto esportatore nel mondo e ha una forte tradizione in campo tecnologico e scientifico, ma che dietro questi numeri si celano una limitata crescita della produttività, una modesta mobilità sociale e sostanziali disparità a livello regionale: «è proprio qui che una rigorosa ricerca accademica può dare un importante contributo», ha osservato, ribadendo che «l’università ha la responsabilità di far avanzare la conoscenza». Oltre a Robinson, il Luiss Research Day ha infatti coinvolto numerosi altri [...]
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