
Nel 2026 l’Italia guida la diffusione della febbre del Nilo in Europa, con numerose aree colpite e indicazioni precise su prevenzione e sintomi della malattia.
Il dato è in crescita e, nel quadro europeo, l’Italia ha il primato tutt’altro che felice: è il primo Paese per casi di febbre del Nilo. Su 1.285 casi registrati nei 15 Paesi l’Italia ne ha registrato 590, seguita dalla Grecia con 319 e Spagna con 104. A indicare i dati è l’aggiornamento al 10 settembre dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc).
Dall’inizio della stagione di trasmissione 2026, e al 10 settembre, 161 aree colpite dal virus del Nilo occidentale sono state identificate in 15 paesi in tutta Europa. Queste aree si trovano in Italia (64), Grecia (21), Romania (20), Francia (14), Paesi Bassi (10), Serbia (7), Croazia (5), Spagna (5), Macedonia del Nord (4), Ungheria (3), Austria (2), Germania (2), Albania (1), Cipro (1) e Kosovo (1).
Questa settimana, 16 aree sono segnalate come colpite per la prima volta in questa stagione.
Poi ci sono gli casi con cifre nettamente più basse. Al quadro posto c’è la Romania con 77 casi, seguita dalla Macedonia del Nord dove i casi sono stati 57. Numeri più bassi in Francia con 49 casi e Serbia con 37. Nei Paesi Bassi i casi sono 19 mentre in Croazia così come a Cipro 10. In Austria 5, 4 in Ungheria, 2 in Germania e uno in Albania e Kosovo.
Nella distribuzione sul quadro nazionale si registrano 50 casi a Padova, 48 a Milano con 48, 46 a Roma, 34 a Latina, 30 a Torino, 25 a Oristano, 22 a Caserta, 21 a Cremona, 18 a Novara e 17 a Mantova.
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