
A trainare la crescita è l’Import One Stop Shop (Ioss), il canale dedicato alle importazioni di beni sotto i 150 euro da Paesi extra-Ue: 7,7 miliardi di euro, +22% sull’anno precedente
Cinque anni fa, luglio 2021, l’Unione europea sostituiva l’obbligo di registrazione Iva Paese per Paese con un unico sportello digitale per le vendite transfrontaliere ai consumatori. Il bilancio pubblicato dalla Commissione europea per il 2025 misura l’esito di quella novità: 38,8 miliardi di euro di Iva dichiarata nell’anno attraverso i tre regimi dello sportello unico, il 17% in più rispetto ai 33,1 miliardi del 2024.
A trainare la crescita è l’Import One Stop Shop (Ioss), il canale dedicato alle importazioni di beni sotto i 150 euro da Paesi extra-Ue: 7,7 miliardi di euro, +22% sull’anno precedente. Dietro quel numero c’è un fenomeno che le dogane misurano da tempo: nel 2025, in Italia, il 98,5% dei mini pacchi arrivati da Paesi extra-Ue proveniva dalla Cina, secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, una concentrazione ancora più marcata della media europea, attorno al 91%.
Lo sportello unico si articola in tre regimi. Union scheme riguarda le imprese stabilite nell’Ue che [...]

