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Oltre 700 km di autonomia, stile decisamente divisivo e una missione complessa: salvare le sorti del marchio inglese in crisi
L’auto più divisiva degli ultimi dieci anni è diventata realtà. Non stiamo parlando della Ferrari Luce ma della Jaguar Type 01, auto dileggiata pure da Elon Musk in persona al momento del lancio della concept car (Type 00) avvenuto a fine 2024, insieme a tutta una iniziativa di rebranding molto criticata, a inziare dal lettering del logo Jaguar che sembra un misto tra quello di Google e quello di Dyson. Perché con la Type 01 il marchio inglese ha deciso di fare un cambio radicale, non solo per la motorizzazione completamente elettrica ma soprattutto per uno stile, posizionamento di mercato e scelte cromatiche che da una parte hanno fatto gridare allo scandalo gli amanti (e proprietari) del marchio britannico e dall’altra generare un’attenzione mediatica degna della già citata Ferrari Luce. Prima di scoprire come è fatta la Type 01, è utile ricordare cosa ruota attorno a questa vettura. Perché con lei tutto cambia per il costruttore inglese, marchio capace di creare modelli leggendari come la E-Type e al contempo vetture non all’altezza del blasone a partire dalla X-Type del 2001 su base Ford Mondeo. Modello che deve soprattutto ridare una nuova identità al costruttore inglese, dopo aver deciso di dire addio ai volumi per puntare esclusivamente sui margini.
In Europa Jaguar aveva raggiunto il picco nel 2018 con quasi 84 mila immatricolazioni, scese a 76.826 nel 2019 e poi a 46.647 nel 2020. Da quel momento il calo è proseguito quasi senza interruzioni, fino alle 22.623 unità del 2024 e alle sole 2.846 del 2025, dato condizionato però dall’uscita di scena della vecchia gamma. Su scala globale la traiettoria è simile. Nell’esercizio 2018/19 Jaguar aveva venduto 180.198 vetture, contro 140.593 nel 2019/20, 97.669 nel 2020/21 e 62.521 nel 2022/23. Dopo un temporaneo recupero a 66.866 unità nel 2023/24, le vendite sono scese a 48.445 nel 2024/25 e a 21.597 nel 2025/26. Rispetto al massimo di fine decennio scorso, il marchio ha quindi perso quasi il 90% dei volumi globali, anche se la fase più recente riflette una scelta deliberata di azzerare progressivamente l’offerta precedente in attesa della nuova generazione. Calo nel corso degli anni causato anche da modelli che non rispondevano alle esigenze del cliente, come l’elettrica I-Pace, non solo per le caratteristiche ma anche per un posizionamento non chiaro a partire dal nome.
C’è poi un altro elemento che aumenta il rischio della scommessa Jaguar. La Type 01 nasce infatti da una strategia definita da una parte del vertice JLR che nel frattempo ha lasciato il gruppo. La Type 00, concept presentato nel dicembre 2024 e anticipazione diretta della vettura di serie, fu sviluppato sotto la guida dell’allora amministratore delegato Adrian Mardell e soprattutto di Gerry McGovern, Chief Creative Officer e principale artefice del nuovo corso stilistico Jaguar. Mardell ha lasciato JLR nel 2025 dopo 35 anni nel gruppo ed è stato sostituito da P.B. Balaji, mentre McGovern è uscito successivamente dall’azienda dopo essere stato il volto più esposto del controverso riposizionamento del marchio. Era stato proprio il designer britannico a spiegare in numerose interviste come l’obiettivo fosse portare Jaguar fuori dai confini dell’industria automobilistica tradizionale, avvicinandola al mondo del lusso, della moda, dell’arte e del design. La scelta di presentare la Type 00 alla Miami Art Week andava esattamente in questa direzione, così come l’idea di costruire attorno alle vetture un vero e proprio universo di marca, dai punti vendita alla comunicazione. McGovern aveva più volte sottolineato come il lusso non risponda necessariamente a un bisogno, ma al desiderio, spostando quindi l’attenzione dai grandi volumi all’esclusività e al valore percepito. La Type 01 arriva così sul mercato con il compito di dimostrare la validità di una trasformazione pensata e impostata in larga parte da manager e designer che oggi non hanno più un ruolo operativo nel gruppo.
La Type 01 è una GT elettrica a quattro porte lunga 523,5 centimetri e alta appena 140,3, con cofano molto lungo, tetto basso, sbalzi marcati e cerchi fino a 23 pollici. Il frontale adotta una firma luminosa a quattro elementi e fari Led sottili, mentre dietro sparisce il lunotto tradizionale, sostituito dalla telecamera ClearSight. Il coefficiente aerodinamico dichiarato è di 0,23. Dentro l’impostazione è molto più minimalista rispetto alle Jaguar precedenti, con una struttura centrale che divide i quattro posti, finiture in alluminio anodizzato effetto ottone, display Oled da 24 pollici e due ulteriori schermi da 7 pollici. Il limite principale è il bagagliaio, decisamente piccolo rispetto alle dimensioni dell’auto, con poco più di 450 litri di capacità che diventano 1.000 abbattendo i sedili posteriori. La meccanica è basata sulla nuova piattaforma elettrica JEA e su tre motori, uno anteriore da 260 kW e due posteriori da 310 kW. La potenza complessiva arriva a 1.030 cavalli e 1.365 Nm di coppia, con trazione integrale e torque vectoring. Lo 0-100 km/h richiede 3,2 secondi, mentre da 100 a 180 km/h bastano 4 secondi. La batteria ha una capacità utilizzabile di 118 kWh e lavora su architettura a 850 volt, con un’autonomia dichiarata fino a 720 chilometri Wltp e fino a 515 chilometri a 120 km/h costanti. La ricarica in corrente continua arriva a 350 kW e consente, secondo Jaguar, di recuperare 321 chilometri in 13 minuti, mentre il passaggio dal 10 all’80% richiede circa 22 minuti.

