Kallas attacca la Turchia: «Il memorandum con la Libia viola i diritti sovrani di Stati terzi». Che cosa dice il trattato

La Camera dei rappresentanti della Libia ha ratificato il memorandum con la Turchia, annullando ogni precedente decisione e aprendo la strada a nuovi accordi con Ankara. Ira di Cipro, Israele e della Grecia

Unione europea, Egitto e Israele hanno condannato la rettifica dell’accordo tra Libia e Turchia. L’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, incontrando oggi il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, ha «sollevato la questione del voto di ieri in Libia relativo a un memorandum d’intesa marittimo con la Turchia, sottolineando che esso viola i diritti sovrani di Stati terzi».

Lo riferisce la stessa vicepresidente della Commissione Europea, via social, dopo la ratifica da parte della Camera dei rappresentanti di Tobruk/Bengasi (Libia Orientale) di un accordo che delimita i rispettivi confini marittimi, confini che ignorano le rivendicazioni di Cipro e Grecia.

«Le buone relazioni di vicinato e il progresso nel processo di risoluzione della questione di Cipro», aggiunge, «rivestono grande importanza. Riguardo alla pericolosa escalation della Russia nel Mar Nero ho ribadito la necessità di intensificare la pressione su Mosca affinché ponga fine alla guerra. Sia l’Ue che la Turchia sostengono un accordo che garantisca la libertà di navigazione nel Mar Nero».

«Abbiamo inoltre affrontato gli sviluppi nel Caucaso meridionale e in tutto il Medio Oriente. Gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita e lo Yemen rappresentano tattiche terroristiche da manuale e devono cessare. Nello Stretto di Hormuz, l’Iran sta rendendo la navigazione pericolosa e costosa. La libertà di navigazione deve essere ripristinata, senza l’imposizione di pedaggi o oneri», conclude.

 Siglato nel novembre 2019 dal governo turco e dal Governo di Accordo Nazionale libico, il memorandum definisce le rispettive aree di giurisdizione marittima nel Mediterraneo. L’intesa traccia una delimitazione che Ankara considera utile a tutelare i propri interessi marittimi e le prospettive di sfruttamento delle risorse energetiche offshore.

L’accordo è contestato principalmente da Grecia, Cipro ed Egitto perché, secondo questi Paesi, esso trascurerebbe del tutto i diritti marittimi di altri Stati e delle isole greche, creando una linea di delimitazione che non rispetta i principi del diritto internazionale del mare.

Il voto della Camera dei Rappresentanti segna un cambiamento nei rapporti tra la Libia orientale e la Turchia. Nel 2020, il Parlamento dell’Est aveva respinto i due memorandum siglati con Ankara, riguardanti la delimitazione delle aree marittime e la cooperazione in materia di sicurezza e difesa. Aveva inoltre approvato una risoluzione per interrompere le [...]

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