Eletta in Georgia, uno Stato del Sud che in questi anni è sempre stato in bilico alle elezioni presidenziali. Ma a livello statale un democratico non vinceva qui dal 1998
L’America è il Paese delle prime volte, dei record che si infrangono, degli outsider che ce la fanno. E’ stato sempre così ma lo è ancor di più dopo questo voto di protesta di metà mandato in cui il Paese ha deciso di cambiare volto rispetto agli ultimi anni. E tra i nuovi volti – il primo senatore musulmano, il primo senatore dichiaratamente gay, il probabile primo speaker afroamericano della Camera – spicca anche la prima donna e la prima afroamericana eletta governatrice della Georgia. Il voto sui governatori – ben 36 su 50 Stati – è rimasto più in ombra rispetto alla corsa per la Camera e per il Senato ma è altrettanto significativo perché i poteri della carica sono tali da orientare i singoli Stati e in definitiva la direzione che nel breve-medio termine prenderà il Paese.
Keisha Lance Bottoms, 56 anni, neo governatrice della Georgia, ha così conquistato la prima fila a poche ore dallo scrutinio perché è la prima governatrice afroamericana degli Stati Uniti. Ha infranto un tabù che può fare poca impressione se si considera che gli Stati Uniti hanno già avuto un presidente afroamericano, il democratico Barack Obama. Il suo risultato però importante perché il problema della razza è sempre presente negli Stati Uniti (accentuato dalle politiche dell’Amministrazione Trump) e perché Lance Bottoms ha vinto in uno Stato del Sud segnato da schiavismo, segregazione e lotta per i diritti civili in una gara che sembrava proibitiva: il suo avversario repubblicano Rick Jackson ha investito nella campagna molti più soldi di lei (100 milioni di dollari solo del suo patrimonio personale). In questo Stato non vinceva un democratico da più di 25 anni e mai era stata eletta una donna governatrice ma Lance Bottoms ha preparato bene la sua strada perché aveva alle spalle l’esperienza di sindaco [...]

