
Ucraina e Stati Uniti starebbero coordinando un pacchetto di proposte per chiudere il conflitto con la Russia: stop bipartisan agli attacchi aerei e una tregua sul Mar Nero i punti cardine
Washington e Kiev starebbero coordinando un pacchetto di proposte di pace da sottoporre a Mosca, facendo leva sulla «realtà sul terreno» dopo mesi di attacchi reciproci tra Russia e Ucraina. Ieri Reuters ha riferito che Kiev ha trasmesso attraverso una terza parte – turca, probabilmente – una proposta di moratoria sugli attacchi ai civili nel Mar Nero. Il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko ha replicato che Mosca non ha ricevuto alcuna proposta formale, lasciando intendere che la comunicazione non segue vie ufficiali. Una risposta che suggerisce una valutazione in corso.
Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, nel pacchetto preparato da Washington figurano almeno due opzioni distinte, coordinate durante l’incontro fra Zelensky e Trump alla Casa Bianca il 8 luglio. La prima è una tregua aerea. Ufficiali americani credono che la pressione economica derivante dagli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo possa indurre il Cremlino a valutare un arresto reciproco degli attacchi aerei. Kiev sembra ritenere che il cambio di passo negli attacchi ucraini offra leva negoziale, per il leader del Cremlino Vladimir Putin ha già rifiutato proposte analoghe e l’escalation degli attacchi russi indica come prioritaria la volontà di degradare in modo critico le infrastrutture ucraine in vista dell’inverno.
La seconda proposta riguarderebbe il Mar Nero. Per l’Ucraina il controllo dei corridoi marittimi e la sicurezza del porto di Odessa sono questione di sopravvivenza economica: le esportazioni di grano sono crollate del 76% ad agosto; il settore agricolo in caso di paralisi prolungata perderà ulteriori miliardi. Il blocco de facto di Odessa alimenta tensioni globali sui prezzi alimentari e sui margini di profitto del grano russo. Una tregua nel Mar Nero avrebbe ricadute planetarie e per questo la Turchia, interessata alla libertà di navigazione commerciale, vi si è inserita con una proposta propria.
Entro il 24 agosto sono attesi a Kiev Steve Witkoff (l’inviato speciale di Trump che ha incontrato ripetutamente Putin, senza concreti risultati) e il genero di Trump in veste negoziale. La data della visita potrebbe essere quella delle celebrazioni per il 35esimo anniversario dell’Indipendenza ucraina ma per ora non vi è nessuna conferma dalla Casa Bianca o da parte ucraina. Witkoff ha visitato Mosca otto volte dal febbraio 2022 e non ha mai messo piede in Ucraina, come Kushner, quindi un viaggio a Kiev avrebbe valore simbolico oltre che diplomatico, sarebbe un segnale alla Russia che Washington ascolta entrambe le parti.
Mosca mantiene una posizione di cautela e scetticismo definito «strutturale» da diversi analisti. Grushko ancora ieri ha insistito: «Nessuna pace senza affrontare le cause radici del conflitto», dicitura che secondo Mosca include il riconoscimento de facto di Crimea e Donbass occupati, lo stato neutrale ucraino de iure, l’esclusione definitiva dall’Alleanza atlantica.
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