La capacità di cambiare nel tempo: i segreti dell’alta orologeria sul nuovo 24Hours

I classici sanno interpretare i gusti e i bisogni del presente, anche se sono nati nel passato. Il numero di settembre racconta i segnatempo più longevi e le innovazioni che continuano ad attualizzarli.

Ci sono oggetti del passato che, con il loro design, mantengono la modernità anche nel presente, in un’epoca caratterizzata dal cambiamento continuo e influenzata dagli strumenti digitali. Gli orologi meccanici sono tra questi. Ci sono modelli che, con il loro stile, hanno attraversato decenni arrivando oggi, con le dovute evoluzioni introdotte nel tempo in fatto di tecnica e materiali, ad essere protagonisti del polso di milioni di persone e nelle proposte dei brand. Il nuovo numero di 24 Hours, in edicola da venerdì 11 settembre, ne racconta alcuni. 

Si comincia dalla Cover Story, con il King Seiko Vanac Limited Edition HKF004J1, uno dei segnatempo prodotti da Seiko per celebrare i 145 anni della sua storia. Poi ci sono Oyster di Rolex e Nautilus di Patek Philippe, due pietre miliari del settore che celebrano ricorrenze importanti con delle versioni speciali. E ancora: l’Overseas Automatico Ultrapiatto di Vacheron Constantin, che introduce in una delle collezioni simbolo della maison ginevrina un nuovo calibro sottilissimo; la rilettura in chiave ancora più contemporanea di Serpenti svelata da Bulgari con un’inedita capsule collection con le borchie sul bracciale; la nuova vita della storica manifattura Minerva e i suoi sofisticati segnatempo; l’atteso ritorno, dopo [...]

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