La carta del benessere per rilanciare la crescita

L’associazione «Pubblica» per una rete psicologica che operi anche sul lavoro

Il benessere psicologico dei lavoratori come fondamento di una nuova politica industriale del Paese. È la convinzione di Pubblica, associazione senza scopo di lucro che nei mesi scorsi ha portato in Senato la proposta di iniziativa popolare “Diritto a Stare Bene”, sottoscritta da 70mila firme.

La proposta, alla cui stesura hanno lavorato Paride Braibanti dell’Università di Bergamo e Michela di Trani, direttrice della scuola di specializzazione in psicologia della salute della Sapienza di Roma, punta all’istituzione di una rete psicologica nazionale integrata nel Ssn, quindi universale e permanente, che agisca anche dentro i luoghi di lavoro.

Francesco Maesano, coordinatore dell’iniziativa, spiega le possibili ricadute positive del progetto: «La scelta è tra investire sul successo dei lavoratori o pagare per il loro fallimento. Il benessere psicologico delle persone, specialmente della forza lavoro, non va considerato una voce di spesa ma il primo capitolo di politica industriale, inteso come strumento per rilanciare la crescita, soprattutto considerando le esternalità negative che le assenze da lavoro o le dimissioni comportano in termini di erosione del capitale umano». Il focus è sull’uscita dal mercato del lavoro. «Il rapporto Censis Eudaimon ha rilevato che la metà delle aziende hanno visto crescere il numero di dimissioni volontarie, Bva Doxa dice [...]

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