La Casa Bianca accusa oltre 40 Paesi di aiutare la Cina a eludere i dazi Usa

Dipartimento del Commercio: causate agli Usa minori entrate tra i 19 e i 26 miliardi all’anno.

La Casa Bianca, a un mese dalla visita a Washington del presidente Xi Jinping, accusa la Cina di far transitare miliardi di dollari di merci attraverso altri Paesi per eludere i dazi imposti dal presidente Donald Trump nel 2018, causando agli Usa minori entrate tra i 19 e i 26 miliardi all’anno.

Nel rapporto di 24 pagine, intitolato ’La grande truffa del transito’ su una foto del cavallo di Troia, l’amministrazione americana individua oltre 40 Paesi, dal Messico a Israele passando per l’Europa, coinvolti in quella che è definita una “rete globale ombra di transito attraverso cui si muove l’evasione tariffaria cinese”.

Lo schema denunciato consiste nel far transitare le merci attraverso un Paese terzo per beneficiare di un’aliquota tariffaria inferiore. Gli esportatori sono in grado di mascherare l’origine di un prodotto riconfezionandolo o rietichettandolo e fino a un assemblaggio parziale in un altro Paese prima di spedirlo negli Usa.

Il rapporto cita Canada, Ue, Giappone e Corea del Sud tra i Paesi ad alto rischio di reindirizzamento delle merci cinesi, riconoscendo che tutti, importanti partner commerciali Usa, intrattengono un ingente interscambio legittimo.

Il rapporto cita diverse stime sull’entità del fenomeno. Ad esempio, un’analisi del Dipartimento del Commercio ha ipotizzato che circa 67 miliardi di merci siano transitate dalla Cina attraverso Messico, India e Vietnam lo scorso anno, con conseguente perdita di circa 28 miliardi di dollari di entrate.

L’amministrazione Trump sta sviluppando un sistema di intelligenza artificiale, denominato “Detective Border”, per aiutare le dogane a identificare le spedizioni sospette. Il sistema esaminerebbe rotte di spedizione, informazioni sui prodotti, proprietà e altri dati per aiutare i funzionari a distinguere il commercio legittimo dai tentativi di elusione dei dazi.

“Il messaggio al mondo è semplice. L’era del transito illegale non tracciabile è finita. Quelle che un tempo sembravano manovre burocratiche silenziose, rietichettatura, riconfezionamento, rifatturazione, sono diventate una questione di sovranità economica e volontà nazionale”,

ammonisce il rapporto.

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