La Cina contro gli Stati Uniti: «Sanzioni all’Iran illegali»

Le autorità di Pechino: «Noi sempre corretti, agiremo fermamente per difendere i nostri interessi». Ma gli Usa insistono nel «D-Day economico» per isolare Teheran dai suoi partner

«La Cina adotterà tutte le misure necessarie per difendere con fermezza i propri interessi». È questa la risposta ufficiale di Pechino al «D-Day economico» lanciato dagli Stati Uniti di Donald Trump per isolare l’Iran con sanzioni durissime e minacce anche ai partner commerciali del regime di Teheran. Le ambizioni americane si scontrano già con le resistenze, più o meno dichiarate di Cina e Russia, ma anche con quelle di India, Turchia e Qatar. Mentre sulla riapertura dello Stretto di Hormuz – in questa fase un obiettivo primario per Trump e l’economia globale – si registrano alcuni passi avanti: una proposta di Washington sarebbe stata sottoposta a Teheran attraverso la mediazione del Pakistan.

«Non faremo sconti a nessuno, l’operazione di emarginazione economica stroncherà tutti i legami dell’Iran con l’esterno», ha detto il segretario al Tesoro, Scott Bessent, chiamando in causa direttamente la Cina, il primo acquirente del petrolio iraniano. Ma le autorità cinesi, agli ordini di Xi Jinping, non sembrano essere sulla stessa linea della Casa Bianca. «Le pressioni esercitate nell’ambito di una guerra economica non risolvono affatto i problemi. Al contrario, alimentano ulteriormente le tensioni e i conflitti, provocano effetti di contagio, destabilizzano l’ordine economico e finanziario mondiale e ledono i diritti e i legittimi interessi degli altri Paesi», ha affermato Lin Jian, il portavoce del ministero degli Esteri cinese.

Anche la Casa Bianca, al di là delle dichiarazioni di facciata e della propaganda, si sta muovendo con cautela nei confronti di Pechino: Trump ospiterà a Washington Xi Jinping anche per discutere una difficile tregua commerciale, e gli Usa sembrano avere tutto da perdere – tra tecnologia e minerali strategici – da una nova guerra economica. Le sanzioni secondarie introdotte dall’amministrazione Trump contro l’Iran colpiscono decine di società e intermediari commerciali di Cina e Hong Kong, prendono di mira in particolare una rete di scambi tecnologici incentrata sulla Sweet Ocean Industrial, che avrebbe garantito forniture alla difesa iraniana, attraverso università e istituti di ricerca. Gli Usa hanno messo sotto controllo [...]

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