
Il problema non è la quantità di proteine nella dieta, ma la sedentarietà abbinata a un eccessivo consumo di proteine
Barrette, pasti sostitutivi, yogurt, drink: da qualche anno tutto, ma proprio tutto, si fregia dell’etichetta “ricco di proteine”. E il messaggio suggerito al consumatore è semplice e rassicurante: più proteine mangi, meglio stai. Ma adesso una nuova, ampia revisione della letteratura scientifica, appena pubblicata sulla rivista Cell Press Blue, rimescola le carte e suggerisce che, per moltissime persone, la verità potrebbe essere l’esatto contrario. Suggerendo che per molte persone, mangiare meno proteine significa allungarsi la vita.
Le diete iperproteiche, da quelle molto “spinte” come la chetogenica e la Atkins (che riducono drasticamente l’apporto dei carboidrati), a quelle più ‘ragionevoli’ come la Dieta Zona sono state la ‘moda’ indiscussa degli ultimi anni nel campo della perdita di peso. E diverse evidenze scientifiche hanno supportato questo trend, soprattutto nelle versioni più ‘prudenti’.
Ma questo lavoro, frutto di maxi-revisione di oltre 350 studi su restrizione proteica e invecchiamento, mette in seria discussione la fede incrollabile nelle proteine. Gli autori dell’Università del Wisconsin-Madison, guidati da Dudley Lamming, hanno passato al setaccio un’enorme mole di ricerche, arrivando alla conclusione che mangiare meno proteine in chi conduce una vita sedentaria, potrebbe migliorare il metabolismo, ridurre l’infiammazione e il danno cellulare, attivare meccanismi biologici associati a un invecchiamento più sano. E in alcuni casi, far vivere più a lungo.
Ma questo non significa che le proteine di vadano criminalizzate tout court. Lamming è categorico su questo punto: “Le proteine danno benefici per la crescita della massa muscolare e per la risposta all’esercizio fisico nei soggetti attivi. Ma poiché la maggior parte delle persone è relativamente sedentaria, molti probabilmente consumano più proteine di quanto necessario, e questo potrebbe avere conseguenze negative sulla salute.”
Il problema insomma non è la quantità di proteine nella dieta, ma la sedentarietà abbinata a un eccessivo consumo di proteine. Un pericoloso cortocircuito che, secondo questa revisione, riguarda una fetta molto ampia della popolazione.
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