La famiglia reale britannica finisce nel mirino delle fake news

Account automatizzati e immagini manipolate con l’Ai: la campagna di disinformazione che ha colpito la Corona inglese

La famiglia reale inglese si ritrova a dover fare i conti con l’ennesima minaccia alla sua immagine. Questa volta l’attacco non arriva dall’interno, come successe a inizio anno con lo scandalo dell’ex principe Andrea – privato di ogni titolo e onorificenza a seguito del suo coinvolgimento nel caso Epstein –, ma dal Vietnam.

 La famiglia reale britannica è stata infatti il bersaglio di una vasta campagna di disinformazione online, alimentata da migliaia di account automatizzati e basati sull’intelligenza artificiale (bot farms) con localizzazione in Vietnam. Lo rileva un’indagine del quotidiano britannico «The Times».

 Sembrerebbe che siano stati degli ignoti a pagare per la creazione e diffusione di notizie false sulla monarchia inglese. Lo hanno fatto usando le criptovalute, in modo da evitare la tracciabilità del denaro.

 Sono circolate, tra le tante immagini generate con l’intelligenza artificiale, foto di Re Carlo inginocchiato sul tappeto di preghiera tipico dei musulmani. La bufala non è nuova: già negli anni Novanta si confabulava della conversione segreta all’Islam dell’allora principe.  

 Non solo il numero 1 della monarchia inglese, ma anche William e la sua famiglia sono finiti nel mirino: la teoria complottista riguarda l’esistenza di un quarto figlio dei principi di Galles.

 Secondo la società Valent, specializzata nel contrasto alla disinformazione online, sarebbero stati due account automatizzati di Facebook a giocare un ruolo chiave nell’avviare la diffusione della falsa notizia sulla conversione di Carlo III. Sono subentrate, poi, reti di migliaia di account, le quali hanno permesso di raggiungere stabilmente sei milioni di persone attraverso «canali solitamente usati per promuovere esponenti di estrema destra».

 L’inchiesta è stata pubblicata proprio nel giorno in cui il sovrano britannico ha lanciato un monito sull’Ai nel forum promosso dalla sua King’s Foundation a Dumfries House, in Scozia. Nel suo intervento, Re Carlo ha evidenziato l’esigenza di «garanzie» affinché l’umanità «non perda il controllo del suo destino».  

 Ora bisognerà capire la reale identità degli attori che si celano dietro i server e i bot farm vietnamiti. Al momento, non vi sono elementi per stabilire se dietro a queste operazioni ci sia la regia o il finanziamento di Governi stranieri.

 

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