
A chiusura del mese delle sfilate, HTSI in collaborazione con la Fondazione Meyer porta in passerella i vestiti realizzati grazie alla fantasia dei piccoli pazienti.
Organizzare una sfilata di moda per un pubblico di bambini, avvezzi a topi tessitori, mantelli dell’invisibilità, scarpette magiche e abiti prodigiosi, è tutt’altro che facile. Pensare di organizzarla dentro un ospedale pediatrico, nel tempo libero fra esami e cure, sfida ogni logica e buon senso. Perché proprio quando la voglia di inventare e di giocare viene compromessa dalla realtà dura della malattia, occorre curare l’immaginazione con l’immaginazione, coltivare la capacità di sognare e creare mondi. L’Ospedale dei bambini – Azienda Ospedaliera Universitaria IRCCS Meyer – si trova a Firenze, ma è un punto di riferimento diagnostico e un’eccellenza sanitaria a livello europeo. Qui la terapia del corpo e la ricerca tecnico-scientifica vanno di pari passo con l’idea che il benessere dei ricoverati abbia bisogno di molto più di un efficiente ed empatico personale medico e paramedico. Servono insegnanti, educatori, psicologi, pedagogisti, ma anche giardinieri, pittori, poeti, clown, musicisti, narratori, sarti… E naturalmente cani, gatti, orsacchiotti, bambole. Servono medicine e sorrisi, pareti colorate e camici altrettanto variopinti. Perché anche il letto di una corsia può trasformarsi in una navicella spaziale, un tappeto volante, una nave… «Si tratta di abbracciare la malattia nella polifonia dei suoi aspetti e di chiedersi come può la fantasia di un bambino o di un ragazzino sopravvivere quando qualcosa di invisibile accade dentro il suo corpo. Non le solite sbucciature o la febbriciattola di qualche giorno, qualcosa che minacciosamente si avverte come preclusione del futuro, talora della sopravvivenza stessa», spiega Manuela Trinci, autrice del libro Il mio letto è una nave (per La nave di Teseo in collaborazione con Fondazione Meyer). «Cicatrici, punture, flebo, Tac, farmaci amari, terapie invasive e angosce profonde: come mantenere vivo il pensiero del bambino in questa realtà? Come non soccombere allo sgomento? Come aiutare i tanti Pollicini persi nel bosco di emozioni oscure a immaginare l’oltre e l’altrove di un presente sconcertante che si muove tra stanze di degenza e terapie?».
Fra [...]
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