
Non solo export, ma partnership. Focus del governo Milei sull’energia. Orsini: «Crediamo in questa collaborazione»
BUENOS AIRES – Energia, tecnologie digitali, macchinari e impiantistica, pharma e medicale, agroalimentare. Su questi settori si concentra la missione imprenditoriale in Argentina e Brasile, organizzata da Confindustria e Ice-Agenzia, che si è avviata ieri a Buenos Aires, la prima organizzata da un paese europeo nell’area dopo l’approvazione dell’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur. L’obiettivo è aprire una nuova fase nelle relazioni imprenditoriali tra i due paesi, in particolare con le prime due economie dell’area, non limitandosi solo all’aumento delle esportazioni, ma creando le premesse per nuove partnership industriali e nuove catene del valore.
A guidare la delegazione imprenditoriale è il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Determinante il ruolo della politica: a capo della missione di sistema è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che sarà accanto alle imprese e questa mattina si vedrà con il presidente argentino Javier Milei. Si è mosso tutto il sistema paese dedicato all’internazionalizzazione, coinvolgendo anche Sace e Simest. Anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, sarà in missione. E sarà presente anche il mondo bancario e finanziario, con Cassa Depositi e Prestiti e Associazione Bancaria italiana, che ieri ha sottolineato l’importanza di supportare la sfida dell’internazionalizzazione.
«Si semina per raccogliere i risultati in futuro. Questa missione è partita il 23 aprile con l’arrivo a Roma dei quattro presidenti delle organizzazioni imprenditoriali del Mercosur. Abbiamo subito creduto in questa missione: speriamo che possa portare a casa i risultati che servono per commercializzare le migliori tecnologie e realizzare partnership sia industriali che socio economiche», ha detto il presidente di Confindustria, Orsini.
Le prospettive che si aprono nel paese coinvolgono le grandi e anche le pmi, in una logica di filiera. Negli obiettivi del governo argentino c’è un rafforzamento del settore dell’energia. È stato varato il programma Rigi (Regime di incentivazione per i grandi investimenti) destinato ai settori chiave dell’energia, petrolio e gas minerario, infrastrutture, siderurgia, per attrarre investimenti, con un minimo di 200 milioni di dollari, offrendo benefici fiscali. È in via di approvazione anche il Super Rigi, focalizzato sulle batterie al litio, intelligenza artificiale e data center.
Centrale in questa strategia è il giacimento di Vaca Muerta, sia per quanto riguarda il petrolio che il gas e il litio. Il giacimento ha risorse superiori rispetto alla capacità di assorbimento del mercato argentino. Per aumentare questa potenzialità occorrono infrastrutture. In questo scenario si aprono prospettive per le nostre imprese, in una logica di filiera. «Il governo Milei ha deciso di puntare sullo sviluppo delle potenzialità minerarie e di gas, per noi si prospettano possibilità positive di collaborazione», commenta il vicepresidente di Confindustria per l’Energia, Aurelio Regina. Gli investimenti previsti su Vaca Muerta, spiega Regina, ammontano a circa 20 miliardi di dollari tra estrazione e logistica. Possono creare 20mila posti di lavoro, sono previsti acquisti di forniture per 15 miliardi di dollari e a regime si arriverà a 10 miliardi di dollari di esportazione di Lng all’anno. Sono coinvolte, aggiunge, alcune grandi imprese italiane, Eni, Techint, con Tecpetrol, Bonatti e Maire Tecnimont. «Siamo onorati che l’Argentina torni a essere al centro dell’interesse. Il match che c’è tra le necessità dell’Argentina e dell’Italia credo che possa costruire diverse opportunità», ha detto Andrea Rocca, presidente della Transizione energetica di Tecpetrol.
Grandi imprese, ma anche Pmi in una logica di filiera. Ieri c’è stato l’avvio del Forum Pymes, il forum delle piccole e medie imprese che si svolge ogni anno in Argentina, al quale ha partecipato il presidente della Piccola industria di Confindustria, Fausto Bianchi. «La missione dimostra concretamente quanto crediamo in una prospettiva di crescita. Gli accordi commerciali aprono le porte, occorre poi aiutare le Pmi ad attraversarle. La risposta è costruire alleanze tra imprese perché quando una Pmi conquista un nuovo mercato non cresce soltanto quell’impresa ma anche la sua filiera, il territorio e il paese».
Ieri pomeriggio si sono avviati gli incontri B2B tra le imprese. Un numero molto consistente, come ha sottolineato la vice presidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli investimenti, Barbara Cimmino: a Buenos Aires sono in agenda 1.371 incontri tra 59 aziende italiane e 317 argentine. A San Paolo 1.260 tra 187 aziende brasiliane e 65 italiane.
Anche la formazione è stata uno degli aspetti della missione: il ministro Valditara ha firmato un accordo con la ministra del Capitale Umano argentina, Sandra Pertovello, un Memorandum di intesa per rafforzare la cooperazione. Era presente alla firma anche il vice presidente di Confindustria per Education e Open Innovation Riccardo Di Stefano: «Il modello italiano della formazione tecnica, a partire dal 4+2 e dal raccordo sempre più stretto tra sistema educativo e imprese, sta suscitando interesse. L’Argentina può essere un partner naturale su questo fronte». Il ruolo delle banche è determinante: «Continueremo a fare le missioni con le imprese, siamo molto interessati all’area geografica del Mercosur perché è molto dinamica», ha commentato Stefano Barrese, Responsabile divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Ieri, inoltre, il presidente di Ice-Agenzia, Matteo Zoppas, ha firmato un memorandum con PromArgentina,
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