
La seconda città tedesca punta su molteplici attività presenti sul territorio: musei, gallerie, studi d’artista e spazi no profit
Amburgo, nonostante sia seconda città tedesca per popolazione, e possa vantare una tradizione di collezionismo radicata nella prosperità economica, fino ad ora è rimasta ai margini della scena dell’arte contemporanea tedesca. La prima Hamburg Art Week, tenutasi dal 3 al 6 settembre, ha offerto ad un più ampio pubblico la possibilità di conoscere le molteplici attività ed iniziative sul territorio, dagli studi d’artista alle gallerie, dagli spazi autogestiti ai musei e alle collezioni private. La scelta del titolo ‘Crossing Currents’ si riferisce alla posizione privilegiata di città portuale, scambio di beni e di culture, ma anche la convergenza di diverse realtà operanti nella città. Il dinamico team tutto ‘al femminile’ dell’organizzazione – composta da Anna Nowak (direttrice della Kunsthaus Hamburg) e Luise Nagel in qualità di co-ideatrici e co-iniziatrici, Jessica Nupen e Fanny Roy come co-direttrici, e Pia Pospischil e Anne Simone Kiesiel assegnate alla cura e allo sviluppo del programma – sottolinea infatti come la art week sia nata da un approccio ‘dal basso’ da parte di oltre 100 realtà fra gallerie, artisti e curatori, nonché istituzioni politiche e culturali, da cui sono giunti anche i fondi necessari, che provengono per i due terzi da privati.
L’appello degli organizzatori ha trovato terreno fertile fra le istituzioni, ad iniziare dalla più importante, la Hamburger Kunsthalle che può vantare una collezione di tutto rispetto a partire da quando la città era un membro della Lega Anseatica fino ad oggi, fra cui i più noti ed importanti lavori di Caspar David Friedrick. Il museo ha presentato al pubblico il nuovo allestimento di tre componenti della collezione: le sculture, le avanguardie del Novecento, e il contemporaneo. Una delle sale del nuovo edificio dedicato al contemporaneo, che ospita grandi nomi dell’arte tedesca, è temporaneamente dedicata alla Triennale Fotografia, in corso fino al 22 settembre, evento che occupa anche la Deichtorhallen Hamburg, che con la Kunsthaus e Kunstverein costituiscono il ‘miglio dei musei’ attorno alla stazione centrale. Anche il simbolo della distruzione e rinascita della città a seguito della guerra, le rovine del St. Nikolai Memorial ospitano un programma di arte pubblica diffusa. Oltre alle istituzioni artistiche nel centro storico, anche il più lontano Planetario ospita nella sua inusuale realtà post-industriale una mostra temporanea che si rifà alla ricerca iconografica di Abi Warburg negli anni ‘20 sul tema degli astri, a cavallo fra astrologia ed astronomia.
Il quartiere centrale di Fleetinsel ospita le principali gallerie d’arte; l’edificio storico al numero 71 dell’omonima via ospita una decina di gallerie, divenute 11 con l’inaugurazione della nuovissima Galeri 71. Galerie 71 nasce dalla collaborazione fra lo spazio curatoriale noto come Chess Club, che promuove giovani artisti, e l’Archivio del gallerista Jurgen Becker, gestito dalla figlia Maria. La mostra in corso accosta le fotografie industriali e due lavori sculturali dell’artista di origine albanese Sem Lala, con prezzi fra 1.800 e 3.500 euro, con un video del 1991 di Andrea Fraser di proprietà dell’archivio. A testimonianza della qualità del collezionismo amburghese, la famiglia Becker ha anche reso accessibile la collezione privata che include opere storiche di artisti tedeschi come Sigmar Polke e nordamericani come Jeff Wall, Ed Ruscha, Baldessarri, Donald Judd, Dan Flavin, accostate con gusto a testimonianze di arte Cicladica e antica Romana, nonché incisioni di Rembrandt, Goya e Picasso. La giovane galleria Kauffman presenta una personale di Able Franklin, trentenne artista berlinese, che con serie ‘Falling Sea’ volge l’attenzione al tema ecologico,’ e alla protezione della barriera corallina. Le opere sono realizzate con oggetti e conchiglie trovate dal mare ed elaborate con sistemi di 3D printing, con prezzi tra 2.500-21.400 euro, la gran parte fra 4-5mila euro. Diverso l’approccio della Holger Priess Galerie, con una mostra collettiva che include sculture di Balkenhol, dipinti dai toni acidi di Caroline von Grone con prezzi fino a 11.500 euro, ed dipinti di Peter Rosel fra cui spicca ‘Fata Morgana’ a 3.800 euro e paesaggi legati alla nativa Namibia. L’internazionale Galerie Sfeir-Semler presenta nei suoi due spazi espostivi la personale di Mounira Al Solh, artista libanese (che ha rappresentato il suo paese alla Biennale di Venezia del 2024), che affronta i temi dell’identità femminile, la sessualità e la violenza reinterpretando i Miti fenici (come quelli legati al Murex, la conchiglia da cui si ricavava il rosso così pesante nei suoi lavori tessili) e greco-romani, in particolare di Europa. I suoi dipinti dai colori forti ed acidi sono quotati fra 17 e 70mila euro, mentre i lavori tessili presentati come arazzi richiedono 10-20mila euro, ed infine le sculture di ceramica con una serie di maschere ‘tragiche’ sono proposte a 20-40mila euro.
Fleetinsel 71 ospita anche diversi spazi d’artista e a gestione collettivo, con finalità non immediatamente commerciali. Uno di questi spazi ospita Hoda Tawakol, artista di origine egiziana che sviluppa opere in tessuto e ceramica che rivelano una ispirazione a Louise Bourgeois e Hans Bellmer, in chiave fortemente femminista. L’artista è rappresentata dalla Galerie Isabelle di Dubai, con prezzi attorno a 5-15mila euro e acquarelli attorno a 1.500 euro.
Vi sono poi alcuni spazi alternativi nell’area Gängeviertel, che rivela con i suoi murales ed edifici industriali un’anima più politicizzata ed autogestita. Fra questi spicca per professionalità e qualità la Galerie Gruppe Motto, fondata nel 2023 e guidata da otto membri provenienti dall’università, curatori e artisti. La Mostra collettiva ‘Zeit’, dedicata all’Interpretazione artistica del Tempo, ha visto 350 artisti applicare alla ‘open call’ disponibile anche online, fra cui una ventina dall’Italia. Le opere dei 18 artisti selezionati, che coinvolgono ogni tipo di medium, sono in vendita a prezzi entro 5mila euro, tranne le opere delle ‘guest star’ come Alfredo Jaar che supportano l’iniziativa. Nella stesa area il MOM Art Space presenta opere di Roza El-Hassan, artista ungherese-siriana che affronta le difficili tematiche del conflitto e società civile in Medio Oriente.
Anche la più popolare zona di St.Pauli offre spunti interessanti, soprattutto grazie a due realtà che per natura rifuggono dalla caratterizzazione tipica degli spazi artistici: si tratto di un fruttivendolo che ospita opere d’arte di artisti locali, e una roulotte dell’arte che presenta edizioni, una iniziativa gestita da una coppia che da oltre 20 anni offre un servizio unico di ‘food truck’ per la fame di arte.
La ricchezza della settimana dell’arte di Amburgo sta proprio nella capacità di integrare realtà ben distinte che spaziano dall’arte storica e moderna alla contemporanea, dalle grandi istituzioni museali alle gallerie commerciali, agli spazi creativi e alternativi.

