La prova di iPhone 18 Pro Max: evoluzione di sostanza

Il nuovo modello è una conferma dell’innovazione dei modelli Pro. Le novità più interessanti sono sotto la scocca

Apple sta ampliando la propria offerta di iPhone per diverse tipologie di consumatori e sotto la guida di John Ternus dovremo abituarci, stando alle indiscrezioni, a una accelerata nel rilascio di nuovi prodotti che vanno oltre lo smartphone. L’anno scorso c’è stato un primo segnale della nuova strategia: iPhone Air, un telefono completamente nuovo che ha posto le basi tecnologiche per l’iPhone Duo, che arriverà in Italia nelle prossime settimane. Qui Apple sta sperimentando nuove forme per i suoi smartphone, con il primo pieghevole, mentre iPhone 18 Pro (e Pro Max) proseguono nel percorso dell’innovazione incrementale dei modelli più professionali e versatili dal punto di vista fotografico.

Da fuori, le differenze rispetto al 17 Pro sono difficili da notare. La più evidente riguarda la Dynamic Island, che ora occupa meno spazio nella parte superiore dello schermo. Apple ha ridotto le sue dimensioni spostando sotto il pannello OLED uno dei sensori a infrarossi, collocato nell’angolo superiore sinistro. Ora in quel piccolo spazio si possono vedere le anteprime di tre attività live contemporaneamente, per esempio le indicazioni di Mappe, un cronometro e un podcast. Con due attività attive, invece, ciascuna può essere visualizzata con una quantità maggiore di informazioni.

Il nuovo iPhone 18 Pro pesa 7 grammi più del 17 Pro (211 contro 204), mentre il 18 Pro Max, che ho provato per due settimane, arriva a 249 grammi, 18 in più rispetto ai 231 del 17 Pro Max. Per gli appassionati di statistiche, il peso dei Pro ha ripreso lentamente a salire, modello dopo modello, dal 15 Pro in poi. Il 15 Pro Max era sceso a 221 grammi, 227 il 16 Pro Max, 231 il 17 Pro Max e con i suoi 249 grammi il 18 Pro Max supera anche il 14 Pro Max, che era in acciaio Inox.

Il 18 Pro, come il modello precedente, ha la scocca in alluminio, mentre 15 Pro e 16 Pro erano in titanio. La scelta è andata via via verso materiali più leggeri. Il peso, tuttavia, è lievemente aumentato probabilmente perché Apple ha migliorato la performance della batteria, la dissipazione del calore e aggiunto componenti. È un sacrificio con una buona ricompensa. Se arrivate dal 15 Pro Max all’inizio avvertirete la differenza, ma non è significativa.

Il nuovo chip A20 Pro di Apple segna il passaggio ai 2 nanometri, contro i 3 nanometri dell’A19 Pro. La CPU ha sei core, due ad alte prestazioni e quattro dedicati all’efficienza energetica. La GPU, invece, ne conta sette e integra in ciascuno un Neural Accelerator, pensato per accelerare anche i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale. A trarne vantaggio è soprattutto Siri AI, anche in prospettiva. Solo che in Europa ancora non è disponibile per lo scontro tra l’azienda e la Commissione europea che riguarda l’applicazione del Digital Markets Act. Secondo Bloomberg, la situazione è ancora lontana da una soluzione, potrebbero volerci mesi.

Una delle novità meno visibili ma più importanti è il nuovo sistema di gestione del calore. L’iPhone 18 Pro integra una “camera di vapore” con una superficie tre volte maggiore rispetto a quella dell’iPhone 17 Pro, realizzata con materiali più conduttivi. Il nuovo sistema permette di dissipare più rapidamente il calore e, secondo Apple, di mantenere prestazioni fino al 40% superiori nei carichi di lavoro prolungati.

Una gradita sorpresa riguarda la batteria, che è il vantaggio più tangibile del Pro Max rispetto al Pro. Per il 18 Pro Max passa da 4.823 mAh del 17 Pro Max a 5.391 mAh, pari a circa l’11,8%. Apple lo quantifica in sei ore in più di autonomia nella riproduzione video.

La novità che riguarda la fotocamera che è stata più enfatizzata durante la presentazione riguarda l’arrivo dell’apertura variabile. Significa che la lente principale può aprirsi di più o di meno, un po’ come la pupilla dell’occhio. La gestione può essere automatica oppure manuale. Più grande mettiamo l’apertura, più luce entrerà. Il diaframma variabile ha quattro aperture che vanno da f/1,48 a f/4. È una funzione in più per giocare con nitidezza degli sfondi, luminosità dei soggetti. In generale, per chi vuole mettere mano ai setting delle foto e non lasciare tutto automatico, ora ha più scelta senza passare da app esterne. I nuovi “Pro Controls” permettono di intervenire manualmente su apertura, tempo di scatto, bilanciamento del bianco e di visualizzare l’istogramma. Sul fronte video, gli effetti della modalità Cinema possono essere applicati anche dopo la registrazione ai video standard, mentre il Time-lapse arriva al 4K in Dolby Vision.

In attesa dell’iPhone Duo, iPhone 18 Pro è una conferma per chi vuole avere il massimo da un iPhone. Il salto di qualità si osserva di più per chi arriva da generazioni precedenti rispetto al 17 Pro. La scelta tra il Pro e il Pro Max è personale: da qualche generazione a livello di capacità hardware i telefoni sono uguali. Io continuo a preferire Pro Max per la batteria e dimensioni display per vedere foto, video e fare editing.

I prezzi sono aumentati su tutta la linea, complice il rincaro delle memorie a livello globale. iPhone 18 Pro parte da 1.489 euro per il modello da 256 GB e arriva a 2.989 euro per la versione da 2 TB. iPhone 18 Pro Max parte invece da 1.639 euro per il modello da 256 GB e raggiunge i 3.139 euro per la versione da 2 TB.

Il confronto con la generazione precedente conferma l’aumento: il prezzo d’ingresso sale di 150 euro su entrambi i modelli. iPhone 17 Pro partiva da 1.339 euro, con un aumento quindi dell’11,2% per il nuovo modello. Il 17 Pro arrivava a 1.839 euro per 1 TB, mentre il 18 Pro introduce anche il taglio da 2 TB, a 2.989 euro.

Per il Pro Max, il prezzo passa da 1.489 a 1.639 euro per il taglio da 256 GB, con un incremento del 10,1%. Sul taglio da 512 GB, il prezzo passa invece da 1.739 a 1.889 euro: 150 euro in più, pari all’8,6%. Il confronto sul taglio massimo è ancora più netto: la versione da 2 TB passa da 2.489 a 3.139 euro, con un aumento di 650 euro, pari al 26,1%.

Articoli correlati