La Serbia in massa alle urne, l’affluenza è record

Oggi si vota fino alle 20: è sfida testa a testa tra la Lista degli studenti e il partito di Vucic, al potere da 14 anni

Belgrado – Nella scuola lvan Goran Kovacic, poco lontano dal centro storico di Belgrado, la coda dei votanti gira intorno all’edificio. Giovani sì, ma anche anziani e cittadini di mezza età. Già alle 10 di mattina l’affluenza è altissima, in questa tornata elettorale in cui la Lista degli Studenti e quella di Aleksandar Vucic – l’uomo forte della Serbia, al potere ormai da 14 anni – si fronteggiano in una resa dei conti finale. Alle 14 l’affluenza certificata anche dagli istituti di statistica del governo aveva già superato il 46%. Una partecipazione mai vista prima, negli ultimi vent’anni di storia elettorale del Paese.

Gli studenti universitari hanno cominciato a contestare la corruzione delle istituzioni e del presidente Vucic due anni fa, quando il 1° di novembre del 2024 il crollo della pensilina appena costruita nella stazione di Novi Sad fece 16 morti. «La corruzione uccide», dissero allora, riferendosi alle modalità con cui era stata attribuita la gara d’appalto per la realizzazione della struttura. Due anni dopo, dopo mesi di occupazioni nelle università e di proteste che hanno portato in piazza anche la società civile, gli studenti si sono organizzati, hanno messo in piedi una lista di 250 candidati – tutti professionisti, nessuno studente – e oggi sfidano Vucic alle urne. «Gli studenti vincono» è lo slogan ora.

Sulla scheda elettorale, che finisce in un’urna trasparente, le liste sono indicate con un numero e con il nome, ma quelle che oggi si giocano davvero la partita sono solo due: la numero 1 è quella dell’Sns, il Partito progressista di Vucic, la cui faccia campeggia da tutti i cartelloni pubblicitari elettronici della città di Belgrado. La numero 3 invece è quella degli studenti, che hanno fatto campagna elettorale soprattutto porta a porta o via social, e che ai seggi schierano centinaia di osservatori in tutto il Paese, per scongiurare i brogli. «Molti elettori arrivano qui con la loro penna per votare, come ha suggerito loro il movimento degli studenti», racconta Alessandro [...]

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