
L’iniziativa è appoggiata dalla destra nazionalista e si è sviluppata sull’onda dell’adesione della Confederazione alla gran parte delle sanzioni Ue contro la Russia
In Svizzera si vota questa domenica su un’iniziativa che vuole introdurre nella Costituzione una definizione più rigida della neutralità. L’iniziativa è appoggiata dalla destra nazionalista e si è sviluppata soprattutto sull’onda dell’adesione della Confederazione elvetica alla gran parte delle sanzioni dell’Unione europea contro la Russia, dopo che quest’ultima ha invaso l’Ucraina. Secondo i sostenitori dell’iniziativa, la Svizzera sta sminuendo la sua storica neutralità. I maggiori partiti di centro e di sinistra non la pensano così. Le maggioranze del Governo e del Parlamento sono per il no all’iniziativa. I sondaggi danno per nettamente vincente il no, ma il terreno è naturalmente complicato e anche scivoloso, considerando quanto profonda sia la presenza della neutralità nella realtà della Svizzera.
L’iniziativa appoggiata dall’Udc (Unione di centro, che a dispetto del nome è collocata a destra) ha al suo interno due punti principali. Il primo è che la Confederazione aderisca eventualmente in futuro solo a sanzioni verso Stati belligeranti proclamate dall’Onu, di cui la Svizzera fa parte, e non da altri. Il secondo è che la Svizzera collabori con alleanze militari solo nel caso di aggressione diretta contro il Paese. Il Comitato di iniziativa dichiara apertamente di vedere come pericoloso l’avvicinamento della Svizzera alle strutture sia dell’Unione europea sia della Nato. La Confederazione non fa parte né dell’una né dell’altra, ma con la Ue ha rilevanti accordi economici bilaterali (il Parlamento elvetico va ora a discutere di un ampliamento di questi) e con i Paesi della Nato c’è dialogo, pur nell’ambito dell’autonomia e della neutralità svizzere.
Liberali, centristi (democristiani), socialisti, verdi, con [...]

