
Ascolti in sostanziale tenuta. Crescono invece le cancellazioni dalle piattaforme
La gran parte delle previsioni andava in questa direzione: la televisione doveva cedere il passo. Ma invece la cara vecchia Tv tiene. Mentre a far i conti con gli abbonati meno fedeli è lo streaming. Quanto alle visioni on demand della Tv tradizionale, emergono segnali di flessione su cui i broadcaster per primo dovranno interrogarsi.
A restituire questa fotografia sono due analisi differenti, ma che finiscono per completarsi. Le elaborazioni dello Studio Frasi su dati Auditel fotografano la resistenza della Tv: nei primi 280 giorni dell’anno ogni giorno quasi 40 milioni di persone hanno acceso il televisore per almeno un minuto. Il tempo medio trascorso davanti allo schermo è di quattro ore e tre minuti sull’intera popolazione. «A conti fatti la televisione generalista non solo resiste, ma in media occupa più tempo di quasi tutte le altre forme di consumo», osserva Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi. Il punto debole resta l’età: sessant’anni in media per il pubblico generalista.
I giovani si ritrovano davanti alle reti soprattutto per sport e grandi eventi. Sono proprio loro però che alimentano un uso alternativo del televisore, che rientra fra i dati del “non riconosciuto” che sta crescendo: nel solo primo mese della nuova stagione la visione “non riconosciuta” da Auditel è salita del +6,9% a 4,33 milioni contro ascolti “riconosciuti” scesi dell’1,8%, ma a 18,24 milioni in prima serata. «È un errore attribuire alle piattaforme streaming tutti gli ascolti non riconosciuti. “Tv o game console” connettibili sono la seconda voce, dopo le “smart Tv”, con 716mila persone in prima serata. Il tempo che dedicano al televisore (qui l’orizzonte temporale è da gennaio al 10 [...]

