
Bauli rétro e capienti volumi hi-tech che diventano casseforti, sistemi audio, bagagli del tempo lento. Con tanto spazio, soprattutto, per il superfluo.
Moynat 1849. Franzi 1864. Rimowa 1898. Globe-Trotter 1897. Louis Vuitton 1854. Cinque marchi leggendari produttori di valigie e bauli – e poi di pelletteria – sono stati fondati nella seconda metà dell’Ottocento nella Golden Age del viaggio, quando viaggiare era un’estensione della vita – non una pausa dalla quotidianità – e di quest’ultima portava con sé molto, custodito in capienti volumi. C’era spazio per il necessario e per il superfluo, perché il necessario è più facile da rimpiazzare. Il superfluo è invece squisitamente personale, che sia una scelta di libri introvabili, un’insostituibile dotazione di skincare o tutto l’occorrente per le proprie passioni.
Il bagaglio XL, necessario per un viaggio lento per forza (spostamenti in nave, lunghe settimane o mesi), oggi è il complemento di un viaggio lento per scelta. Quiete e silenzio sono tra le priorità dei moderni viaggiatori, favoriti da destinazioni in cui l’assenza di frenesia e il contatto con i ritmi naturali ricalibrano quelli mentali. Si viaggia per stare nell’esperienza, più che per farla o consumarla. Per questo serve un bagaglio non solo funzionale, ma passionale.
Franzi ha integrato nei suoi bauli leggeri e dai materiali pregiati soluzioni tecnologiche avanzate come sistemi di refrigerazione e illuminazione, casseforti e schermi interattivi, con una progettazione a misura dei desideri e la cura assoluta dei dettagli: il Music Trunk ha un sistema audio in alta definizione per la collezione di vinili custodita al suo interno. Scrigni perfetti per vacanze long distance. Moynat, durante la passata Design Week di Milano, all’interno della corte di via Montenapoleone 3, ha inaugurato il suo spazio, primo in Italia, presentando una collaborazione con tre artisti tra cui Michael Samuels, che ha creato The Footprints of Travelers: una struttura verticale composta da valigie e bauli degli anni Sessanta, la cui patina è memoria e riflessione del tempo trascorso.
Arriva dal passato anche la Horizon Aluminium, prima valigia in alluminio di Louis Vuitton che celebra i 10 anni di collaborazione con il designer Marc Newson e si ispira ai bauli realizzati per gli esploratori alla fine del XIX secolo. Il trolley è sviluppato attraverso processi di stampaggio e taglio laser che modellano le lastre di alluminio mantenendo le curve della Horizon. L’embossing del motivo Monogram è stato una sfida tecnica diventata elemento strutturale, coerente con la visione di Newson. La novità: l’assenza di rivetti, sostituiti da un telaio ultrasottile.
Il bagaglio che incorpora il tempo e lo rende visibile è uno dei concetti chiave di Rimowa che, con il modello Original, continua a lavorare sull’idea di un viaggio che lascia una traccia sugli oggetti che lo accompagnano. Segni visivi da collezione, da aggiungere ancora prima di partire. Con il Museum Ludwig di Colonia – città natale del marchio – è nato A Journey Into Art, un libro di adesivi in edizione limitata con riproduzioni di opere di sei artisti, che crea un dialogo tra arte e Fernweh, parola tedesca intraducibile che indica il desiderio di altrove, la nostalgia di luoghi lontani ancora non vissuti. Un archivio di memorie in movimento: questa è la descrizione della collezione nata dalla collaborazione tra Etro e Globe-Trotter, marchio britannico di valigeria di lusso. Le strutture in fibra vulcanizzata sono foderate in tessuto Arnica con motivo Paisley, che dà ricchezza visiva e tattile a ogni pezzo. Il viaggio diventa stile di vita, dove i bagagli sono espressione del proprio modo di abitare il mondo. Il patch è già compreso e porta la dicitura Since 1968, anno della fondazione di Etro.

