L’anteprima di Gta VI su Netflix è già un successo nonostante l’haker Cyberleek

Abbiamo visto i 26 minuti di anteprima in streaming. Ecco come è andata.

C’è un videogioco abbastanza grande da finire su Netflix prima ancora di arrivare nei negozi. È Grand Theft Auto VI, probabilmente il titolo più atteso nella storia recente dell’industria, al quale Rockstar Games ha riservato un lancio che assomiglia sempre meno alla promozione di un videogame e sempre più a quella di un blockbuster globale.

Ieri 27 agosto Netflix ha trasmesso in anteprima Grand Theft Auto VI: An Extended Look, una presentazione dedicata al nuovo capitolo della serie. La première di Rockstart Games pare sia stata accompagnata da disservizi segnalati da numerosi utenti proprio nei minuti iniziali dell’evento.

A breveil filmato sarà disponibile anche su YouTube e sul sito di Rockstar. È la prima collaborazione di questo tipo tra Netflix e Rockstar e dice molto delle dimensioni raggiunte dal fenomeno GTA: il trailer di un gioco diventa esso stesso un evento televisivo. Netflix parla di un’attesa «senza precedenti».

GTA VI non sembra rivoluzionare la formula di GTA; sembra volerla portare a un livello di densità, dettaglio e credibilità mai visto. La cosa che colpisce non è una nuova meccanica, ma la densità visiva: interni pieni di oggetti, strade affollate, ambienti molto dettagliati, animazioni e personaggi che fanno apparire GTA V improvvisamente vecchio. E soprattutto il filmato è stato catturato su PlayStation 5, quindi non su un PC superpontente. il vero salto è la simulazione del mondo. Ma nonostante i 26 minuti di anteprima sappiamo ancora troppo poco sulle scelte narrative di Rockstar Games e sulla vere novità di un gioco su cui hanno lavorato moltissimo e che promette davvero di diventare un culto videoludico.

GTA V è uscito nel 2013 e ha venduto da allora quasi 230 milioni di copie. Tredici anni dopo, il successore è previsto per il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S. E questa volta non è in gioco soltanto il risultato economico di Rockstar e della controllante Take-Two. GTA VI è diventato una specie di variabile macroeconomica del mercato console.

Secondo Newzoo, nella sola prima settimana di prevendite digitali il gioco avrebbe generato circa 180 milioni di dollari tra Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna, il miglior avvio di una campagna preorder registrato dalla società. Sulla base delle curve di vendita osservate, Newzoo stima che GTA VI possa raggiungere tra 3,3 e 5,2 miliardi di dollari di vendite cumulative globali entro la fine della settimana di lancio. È una previsione, non un incasso già acquisito, ma rende l’idea della scala dell’evento.

Per Sony potrebbe essere una boccata d’ossigeno proprio nella fase matura della PlayStation 5 e più discussa. La notizia dell’abbandona da parte di Sony dei supporti fisici (i dischi dei videogiochi) ha scatenato reazioni di malcontento da parte dei fan più maturi pronti addirittura a boicottare l’uscita del gioco più atteso di sempre. Sopratutto dall’industria del videogioco.

GTA VI dovrebbe rallentare il calo delle vendite hardware e sostenere quelle del software. Il gioco inizialmente sarà solo console e, secondo Serkan Toto di Kantan Games, la maggior parte dei nuovi acquirenti dovrebbe scegliere PS5. In altre parole, per una parte del pubblico GTA VI potrebbe diventare una ragione sufficiente per comprare una console.

A rendere ancora più trepidante l’attesa di si è messo un hacker che sta minacciando di rovinare la festa a Gta. Lui si fa chiamare CyberLeek ed è il nome comparso sui filmati di gameplay non autorizzati circolati online negli ultimi giorni. L’identità di chi si nasconde dietro lo pseudonimo non è stata accertata. Il materiale attribuito a GTA VI mostra sequenze di gioco, personaggi e ambientazioni e ha iniziato a circolare proprio alla vigilia della presentazione Netflix. Rockstar ha definito la fuga di materiale «heartbreaking» per il team di sviluppo.

La vicenda è diventata anche giudiziaria. Take-Two ha chiesto di ottenere informazioni da Microsoft e Discord per tentare di risalire agli autori delle fughe di notizie. Le richieste riguardano dati associati agli account e ai server attraverso i quali sarebbe passato il materiale. La scadenza indicata nelle richieste è il 4 settembre.

CyberLeek, intanto, cerca di presentarsi come qualcosa di più di un semplice leaker. Alla diffusione dei video ha affiancato una sorta di manifesto contro alcune pratiche dell’industria, dai preorder esclusivamente digitali alla gestione dei contenuti a pagamento e dei giochi che diventano inutilizzabili quando vengono spenti i server. Contemporaneamente ha promosso una propria memecoin, elemento che rende inevitabilmente più difficile separare l’attivismo dichiarato dalla ricerca di visibilità e dalla speculazione. Non esistono inoltre prove pubbliche che tutte le accuse rivolte a Rockstar nel manifesto corrispondano alle effettive caratteristiche commerciali del gioco.

Per Rockstar è un déjà-vu particolarmente sgradevole. Nel 2022 una gigantesca fuga di materiale aveva già mostrato al mondo una versione ancora embrionale di GTA VI. Oggi la posta in gioco è persino più alta: non si tratta soltanto di proteggere il codice o qualche sorpresa narrativa, ma di governare una campagna commerciale da miliardi di dollari. Non a caso in una nota ufficiale arrivata pochi giorni ha rotto il silenzio sui leak. Ha definito «straziante» la diffusione non autorizzata di materiale riservato, sottolineando l’amarezza per un reveal avvenuto lontano dalle condizioni ideali dopo anni di duro lavoro. Si è anche scusata con la community per la lunga attesa e per il silenzio comunicativo e ha inoltre espresso rammarico per il rischio che gli spoiler rovinino la sorpresa ai giocatori, invitando il pubblico a pazientare per vivere l’esperienza definitiva. A novembre manca ancora molto ma l’evento Gta sembra già essere diventato un evento alla Gta.

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