
La società con sede a Mola di Bari, guidata dal ceo Matteo Pertosa, progetta e gestisce sistemi avanzati di bike sharing e micromobilità
VAIMOO sbarca a Lisbona, tiene sott’occhio il mercato italiano e mette in cantiere nuovi mezzi nel campo del bike sharing. Guidata dal ceo Matteo Pertosa, la società con sede a Mola di Bari progetta e gestisce sistemi avanzati di bike sharing e micromobilità. Inoltre, fornisce flotte di biciclette elettriche intelligenti, stazioni di parcheggio virtuali o fisiche e una piattaforma digitale integrata per la gestione del servizio nelle città.
Sinora ha espresso 1,6 milioni di viaggi, 5,8 milioni di chilometri percorsi in bici e un milione di ore fatte in bici. I dipendenti, collaboratori inclusi, sono 120. «Abbiamo investito già una decina di milioni – spiega Pertosa -. In prospettiva con tutto il piano, tra ingegneria, costruzione di veicoli e altre attività, saremo sui 30-50 milioni».
«Stiamo lavorando tantissimo – dichiara Pertosa – per cercare di realizzare un’alternativa ai servizi di mobilità privata. In Italia, dati Aci 2025, si spendono circa 160 miliardi l’anno per l’auto privata, qualcosa come 11 euro al giorno per auto. Inoltre, per il 95% del tempo questi veicoli stanno fermi. Il che significa risorse non sfruttate. E se si fa un confronto con quanto utilizzato dalle istituzioni e dal sistema in generale per il trasporto pubblico, vediamo che sono soltanto 8 miliardi. Una sproporzione quindi evidente. Ecco, allora, la volontà di cercare un’alternativa da parte nostra poiché il problema vero é che gli italiani vanno sulla mobilità privata poiché non hanno altre opzioni che diano una disponibilità immediata alle loro esigenze di spostamento. Le istituzioni dovrebbero creare le condizioni affinché il mercato possa offrire dei servizi alternativi, ma é difficile. In Puglia, per esempio, la gara del trasporto pubblico locale su gomma, che vale 250 milioni l’anno, non si fa dal 2004 e si va avanti con le proroghe».
Per il Ceo di VAIMOO «quello che stiamo facendo é costruire un pezzo di questa catena di mobilità che é quella del primo e dell’ultimo meglio. [...]
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