Alla direttrice creativa di Marni piace l’arte di Donald Judd e Nan Goldin (per cui ha sviluppato «una vera sindrome di Stendhal»), il folk rock di Father John Misty e il genio creativo di Cristóbal Balenciaga.

I SEGNI DISTINTIVI DEL MIO STILE Il mio stile si è evoluto negli anni. Se a vent’anni indossavo esclusivamente gonne, a trenta ho iniziato a preferire i pantaloni. Oggi amo una sorta di uniforme quotidiana: i cardigan in cashmere di B.B. Wallace – il brand di maglieria che ho co-fondato l’anno scorso insieme a Sarah Allsopp –, i jeans della mia linea e gli accessori di Marni, come le collane e le slingback (maglia in cashmere da 590 €, bbwallace.com; collane da 495 €, marni.com).

LA MIA ICONA DI STILE Non ho e credo non avrò mai un’unica icona di stile. Subito, però, penso a Simone Rocha: amo il dialogo tra la sua estetica e la sua visione. Di recente mi affascina anche lo stile personale dell’artista belga Jef Geys. E poi ci sono i signori e le signore per le strade di Milano: incarnano l’autentico stile milanese, effortless, pratico e raffinato nella costruzione sartoriale. Il modo in cui accostano materiali, colori e silhouette è per me una fonte continua di ispirazione (simonerocha.com; il libro Jef Geys. Catalogue Raisonnable, 77 € su amazon.it; archivio e informazioni sull’artista belga, scomparso nel 2018, su jefgeys.com).

L’ARTISTA E I LUOGHI CHE MI ISPIRANO Donald Judd. Le sue idee radicali e la sua produzione continuano a influenzare profondamente l’arte, l’architettura e il design. Il suo lavoro indaga il rapporto tra lo spazio e gli oggetti, la loro funzionalità e un’essenzialità che sembra travalicare il minimalismo. Una visione che si respira a Marfa, ma anche a New York presso la Judd Foundation. Abitavo lì vicino quando vivevo a Manhattan, ma non sono mai riuscita a visitarla perché allora non era aperta al pubblico (juddfoundation.org. Parte della retrospettiva Judd, dedicata all’artista dal MoMA nel 2020, è online su moma.org/calendar/exhibitions/5076).

L’ULTIMO PASTO CHE MI HA IMPRESSIONATO Nel marzo del 2020, prima del lockdown, ero in Sudafrica a Babylonstoren, una delle più antiche fattorie in stile Cape Dutch, ai piedi del monte Simonsberg nella valle vinicola di Franschhoek. Ho cenato al loro ristorante, Babel, uno spazio splendido che unisce l’architettura coloniale a pareti di vetro contemporanee. Seguono una filosofia farm-to-fork: ingredienti stagionali raccolti nel loro orto botanico. Ricordo un risotto vegetariano con zucca arrostita al miele e burro di nocciole, con un olio alle erbe aromatiche (cottage per due, 850 € a notte. Sul sito si acquistano anche prodotti tipici e si osservano orto e giardino via webcam, babylonstoren.com).

L’OGGETTO DAL QUALE NON MI SEPAREREI MAI Non amo legarmi agli oggetti: mi muovo spesso e negli ultimi anni ho cambiato molte case. Sono nata a Gand, poi ho vissuto ad Anversa, a New York e di nuovo in Belgio, finché l’anno scorso mi sono trasferita a Milano con la mia famiglia. Preferisco viaggiare leggera, ma c’è qualcosa a cui non rinuncio: l’argenteria della mia bisnonna. La uso ogni giorno e la metto in lavastoviglie. Un trucco che ho scoperto grazie a mia suocera e, potendo scegliere, non tornerei mai più alle classiche posate in acciaio.

IL MIGLIOR SOUVENIR CHE HO PORTATO A CASA DA UN VIAGGIO Le ceramiche giapponesi vintage dipinte a mano acquistate in un piccolo negozio a Okazaki, Kyoto, nel 2019. Le usiamo tutti i giorni; qualcuna purtroppo si è rotta, e credo sia un ottimo pretesto per pianificare un nuovo viaggio in Giappone (ciotole per riso e zuppa a partire da 82,95 €, essencekyoto.com).

UNA SCOPERTA RECENTE L’esistenza della sindrome di Stendhal: l’ho provata di recente alla mostra di Nan Goldin al Pirelli HangarBicocca. Mi era successo, la prima volta, alla Cy Twombly Gallery della Menil Collection di Houston (Nan Goldin: This Will Not End Well, il libro sulla mostra itinerante dell’artista, edizione inglese, 58 €, amazon.it; menil.org).

NEL MIO FRIGO NON MANCA MAI Il latte d’avena svedese di Oatly, io e i miei figli ne andiamo pazzi. Per il resto, la spesa segue il ritmo delle stagioni (oatly.com).

L’ULTIMO PEZZO AGGIUNTO AL GUARDAROBA E QUELLO DA TRAMANDARE La borsa Trunkette di Marni, in pelle nera e rossa. Ai miei figli vorrei lasciare il mio abito da sposa in crêpe satin rosa, uno dei cinque modelli creati per le mie nozze a Cadaqués. Ho scelto di disegnarli con il mio team: [...]

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