
L’associazione, a Macerata, punta alla qualità della vita di chi ha un carcinoma al seno
«Crediamo fermamente che un dolore condiviso sia un dolore a metà, una gioia condivisa sia una gioia doppia». A parlare sono le donne del direttivo dell’Associazione Le Orchidee Ets-Odv.
Maria, Beatrice, Angela, Roberta e Laura hanno attraversato o stanno affrontando un’esperienza di malattia che ha cambiato la loro vita, per il dolore e lo smarrimento che comportano dover combattere contro un carcinoma mammario, ma anche per l’esperienza di solidarietà, di amicizia e condivisione che si è concretizzata nell’associazione.
L’Odv è nata nel 2019, con il sostegno di Nicola Battelli, direttore dell’Unità operativa complessa di oncologia dell’ospedale di Macerata. Alla base, la convinzione che il percorso terapeutico non può esaurirsi nei protocolli medici o nelle strategie chirurgiche, ma richiede un sostegno di vita, dal supporto psicologico e di amicizia all’aiuto per affrontare quotidianità – figli, famiglia – e il lavoro.
I punti cardine dell’associazione sono: prevenzione, informazione e sensibilizzazione. L’obiettivo è favorire sostegno a tutte le donne che hanno affrontato o affrontano il percorso della malattia, contando sulla vicinanza di chi ha attraversato o sta attraversando la stessa esperienza, con lo scopo di garantire un miglior livello di qualità di vita in un momento estremamente delicato per le pazienti oncologiche e le loro famiglie. Sono stati molti – raccontano le donne del direttivo – i progetti in questi anni, tutti incentrati sui temi che stanno più a cuore all’associazione: alimentazione, sano stile di vita, reinserimento nel mondo del lavoro, supporto psicologico, tutela dei diritti, rilassamento, gestione dello stress, sfera intima ed emotiva.
Tra i progetti più importanti figura lo sportello dell’accoglienza: l’associazione mette a disposizione una persona all’interno del reparto di Oncologia dell’ospedale di Macerata come servizio di accoglienza rivolto a tutti i pazienti oncologici e ai loro familiari alleggerendo il lavoro del reparto (gestione degli arrivi, mediazione rispetto alle richieste verso i medici e così via). Particolare attenzione è rivolta al benessere delle pazienti, con corsi di yoga, supporto psicologico, consulenze del nutrizionista, guida ai diritti e ai permessi, accompagnamento di un sessuologo per affrontare il cambiamento della vita di coppia, aiuto di estetiste oncologiche per continuare a curare la propria bellezza e il proprio corpo.
L’associazione ha anche vinto, per due edizioni, Purple 2.0, un bando regionale che prevede un partenariato qualificato con l’università di Camerino, che è capofila, l’Asl di Macerata, e la coop sociale Cooss Marche. Il progetto prevede il reinserimento nel mondo del lavoro di donne disoccupate con patologie oncologiche. Il lavoro, infatti, è un elemento fondamentale per tornare alla quotidianità e alla vita. La prima edizione ha visto il collocamento di 12 donne (è importate che la distanza sia “abbordabile” rispetto al domicilio, permettendo così il proseguimento delle cure e dei controlli). Ora si lavora per l’avvio al lavoro di altre 12 donne. A gennaio, infine, partirà un’altra iniziativa incentrata sui linguaggi dell’arte: laboratori curati da professionisti di fotografia, scrittura creativa, teatro, pittura e scultura che aiuteranno le donne ad affrontare le emozioni e a esprimersi liberamente. «L’arte – dicono Maria, Beatrice, Angela, Roberta e Laura – è un ponte tra la riscoperta della propria identità e la forza interiore; è un linguaggio universale per raccontare fragilità, paure, speranze e sogni».
Articolo precedente
Russia, il Cremlino prende il controllo di Auchan e Nestlé

