
Il duo norvegese conquista il Teatro Carignano di Torino con un concerto di rara intensità, tra elettronica, pop e suggestioni rock. Uno dei vertici del C2C, che dimostra come anche la musica d’avanguardia possa trovare nei teatri storici la sua dimensione ideale
Catharina Stoltenberg è vestita di bianco, un abito leggero gonfiato dai ventilatori e i capelli castani sciolti che le danzano intorno al viso: una Marilyn Monroe nordica, con qualcosa di più inquieto e algido. A un certo punto afferra il microfono con il filo e lo fa roteare sopra la testa: un gesto ribelle da concerto rock, un’insubordinazione tra gli stucchi e i palchi dorati del Teatro Carignano di Torino. È in questa oscillazione tra grazia e disordine, tra sensualità e distacco, che si riconosce il fascino delle Smerz. Il duo norvegese ha regalato sabato 31 ottobre uno dei momenti più riusciti della venticinquesima edizione del C2C Festival: un’ora di musica per una matinée che ha riportato la manifestazione, per la prima volta dopo 11 anni, nel settecentesco teatro torinese, oggi sede dello Stabile e casa della prosa. La scelta, in coproduzione con MITO SettembreMusica, non è però stata ornamentale: qui l’apparente incongruenza tra il pop elettronico e la solennità del teatro è diventata parte dello spettacolo.
Accanto alla figura magnetica di Catharina Stoltenberg – figlia, tra l’altro, del politico Jens Stoltenberg, ex primo ministro norvegese ed ex segretario generale della Nato – c’è Henriette Motzfeldt, più defilata soltanto in apparenza: le due si alternano al microfono, alle tastiere e ai sintetizzatori, e lei a un certo punto della performance imbraccia anche il violino. A completare la formazione basso e batteria, mentre un pianoforte punteggia talvolta le trame elettroniche. Tutto è calibrato, sussurrato, sospeso, lento, senza diventare mai freddo. I gesti teatrali di Stoltenberg convivono con l’intesa tra le due, le melodie più immediate con improvvisi cambi di passo, le morbidezze del pop con qualche ruvidità più rock.
Amiche dai tempi della scuola a [...]

