
A Bologna la terza tappa del roadshow di Range Rover con Il Sole 24 Ore
Leadership, competitività, innovazione e capitale umano. Sono questi i quattro assi attorno ai quali si è sviluppata la terza tappa di Lead Her Way 2026, l’iniziativa promossa da Range Rover in collaborazione con Il Sole 24 Ore, che si è tenuta a Castel San Pietro Terme, Bologna.
Dopo Torino e Verona, l’appuntamento emiliano ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’università, del mondo imprenditoriale e delle professioni per interrogarsi sui modelli di leadership necessari ad affrontare uno scenario economico e sociale in trasformazione. Ad aprire i lavori Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, seguito dal panel con Francesca Marchetti, sindaca di Castel San Pietro Terme, Irene Priolo, assessora all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, e Simona Tondelli, prorettrice vicaria dell’Università di Bologna.
La sessione «Storie che ispirano» ha portato il confronto sulle esperienze personali, con le interviste a Emily Marion Clancy, vicesindaca di Bologna, e Michela Pancaldi, ceo di Tecnocupole Pancaldi.
«Parlare oggi di leadership femminile significa riconoscere quanto ancora il genere condizioni l’accesso ai luoghi in cui si decide e si esercita il potere», ha sottolineato Clancy. Ma, ha aggiunto, significa anche «mettere in discussione un’idea di leadership costruita per troppo tempo su modelli prevalentemente maschili». Le donne, secondo la vicesindaca di Bologna, stanno portando nei luoghi di responsabilità «competenze, visioni e modi diversi di costruire valore», anche attraverso una cultura della cooperazione.
Pancaldi ha portato l’esperienza di impresa, concentrandosi sulla leadership efficace. «Ascoltare, osservare e scegliere anche di circondarsi di chi ne sa di più e sa fare meglio. Il miglioramento continuo è il punto zero da cui ripartire quotidianamente, ora più che mai nella complessità contemporanea, per smettere di non sentirsi mai abbastanza. E questa non è una questione di genere», ha sottolineato la ceo di Tecnocupole.
«La leadership femminile non è una concessione alle donne, ma una questione di qualità, innovazione e competitività del nostro sistema economico», ha sottolineato la sindaca di Castel San Pietro Terme Marchetti, richiamando il ruolo delle amministrazioni locali nel creare le condizioni perché il talento possa emergere.
La sindaca ha sottolineato anche il tema della disponibilità di tempo e della distribuzione del lavoro di cura: «Uno degli ostacoli più concreti alla crescita professionale delle donne è la povertà di tempo, perché il lavoro di cura continua a pesare in modo squilibrato: per questo dobbiamo passare dalla conciliazione alla condivisione».
Visione, competenze e capacità il cuore del keynote di Daniela Reggiani, Life and Executive coach, mentre innovazione e sostenibilità sono stati al centro del panel con Mariagrazia Benassi, dell’Università di Bologna, Elin Flyger di Tinental, la ricercatrice Francesca Negrello, Lara Oliveti di Melazeta e Sabrina Selmi, executive coach. Il confronto ha messo in relazione tecnologia, sostenibilità e capitale umano: innovare significa sviluppare competenze, valorizzare professionalità diverse e trattenere i talenti.
A chiudere la giornata il panel sul valore della collaborazione e della costruzione di team efficaci: una sfida per le Pmi, dove attrarre, valorizzare e trattenere competenze incide sulla competitività, con Francesca Corrado, founder della Scuola di fallimento, Elena Lo Baido ceo Gigey, Emanuele Lumini, partner dello Studio Lumini & Associati.
Dopo Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, Lead Her Way 2026 si concluderà a Roma il 20 ottobre.
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