
Dimensioni cittadine, spazio a bordo e un prezzo da circa 25.000 euro per la versione con batteria da 39,8 kWh e 292 km di autonomia. Ergonomia migliorabile
Leapmotor B03X arriva sulle strade italiane puntando su dimensioni adatte al contesto urbano, dotazioni full optional, spazio a bordo a prova di famiglia e hobby ingombranti ma soprattutto con un rapporto prezzo-contenuti tra i più interessanti del mercato. Proposto esclusivamente con motorizzazione elettrica, il B-suv costruito in Cina del gruppo Stellantis è già ordinabile in concessionaria a poco meno di 25.000 euro.
Al primo sguardo la Leapmotor B03X non fa gridare al miracolo stilistico, dove il concetto di “superfici pulite ed essenziali” si avvicina al concetto di “già visto” non solo tra la gamma del marchio cinese. Ed è un peccato perché la B03X ha dalla sua un lungo elenco di qualità, oltre al prezzo estremamente concorrenziale. Le dimensioni la posizionano, appunto, nella parte alta dei B-suv, con una lunghezza di 4.270 mm, una larghezza di 1.810 mm, un’altezza di 1.635 mm e un passo di 2.605 mm.
Salendo a bordo la plancia è dominata dallo schermo da 14,6 pollici touch al centro e dalla strumentazione digitale da 8,8” davanti al guidatore. Complessivamente il livello qualitativo è decisamente superiore al posizionamento di prezzo, grazie a materiali morbidi, accoppiamenti realizzati con cura e una dotazione full optional come da tradizione. A questo si aggiunge il valore aggiunto del sistema operativo Leap Os 4.0 con aggiornamenti software over-the-air, Apple CarPlay e Android Auto wireless, rapido nei passaggi grazie al processore Qualcomm Snapdragon 8155; durante il primo contatto in occasione del test drive in Spagna non ha mostrato tentennamenti o rallentamenti durante lo scrolling tra le infinite funzioni e la navigazione online con informazioni sul traffico in tempo reale.
Restiamo invece dubbiosi sulla scelta di concentrare il controllo della maggior parte delle funzioni tra schermo touch e i pochi comandi sul volante. A costo di essere tacciati come “anziani”, continuiamo a credere che le funzioni principali a partire dalla climatizzazione debbano essere legate a tasti fisici e non a diversi passaggi sul touch. Bisogna dire che Leapmotor mette a disposizione una serie di “trucchi”, per rendere più veloce, ad esempio, la regolazione degli specchietti o altre funzioni ma la distrazione continua ad essere superiore rispetto ai cari vecchi tasti fisici.
Pieni voti, invece, per lo spazio posteriore con 947 mm di spazio per le gambe nella seconda fila, fino a 1.009 mm di altezza nella zona anteriore e complessivamente uno spazio interno longitudinale di 2.277 mm. Sedili posteriori le cui sedute possono essere alzate verso lo schienale per ricavare maggiore spazio sul pavimento. Da segnalare invece la mancanza delle bocchette d’aerazione posteriori, sinonimo di lamentela assicurata se si viaggia con bambini dietro viste le temperature a cui ormai ci siamo abituati in Italia.
Capitolo baule, lo spazio dichiarato è di 510 litri comprendente la botola sotto il pianale; “ispirata” fortemente a quanto introdotto da Ford Puma, è rivestita in plastica e dotata di tappo di scolo. Tradotto? Ci si può caricare le piante al vivaio o i giochi della spiaggia pieni di sabbia e dopo lavare tutto con il tubo dell’acqua. Complessivamente la capacità di carico raggiunge i 1.605 litri, con una lunghezza utile massima di carico pari a 2.530 mm; misura che permette, ad esempio, di risparmiare sul trasporto delle ante degli armadi Pax di Ikea.
Può la cappelliera più cheap del mercato rappresentare il successo di un marchio automobilistico? Nel caso di Leapmotor sembra di sì. Andiamo per ordine: prima di iniziare il primo test drive in assoluto di un’auto, è buona norma per un giornalista automobilistico non solo studiarsi la cartella stampa ma fare un vero e proprio controllo a 360 gradi; ci si siede sui sedili posteriori per valutare lo spazio, si toccano plastiche e rivestimenti, si guarda l’esterno nei dettagli e ovviamente si apre il baule.
E qui scopriamo una cappelliera di scarsissima qualità. Passi per l’assenza delle corde legate al portellone, ma la scarsa consistenza oltre a non renderla al pari di quelle pieghevoli (con la comodità di riporla facilmente) è stata causa di un eccessivo tempo per rimetterla nella sua sede. Detta in maniera poco formale, ti viene voglia di toglierla e buttarla.
Ovviamente la critica è arrivata da colleghi di diverse testate non solo italiane, se ne è parlato durante la serata con i [...]
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