
Hanno attraversato le epoche senza mai uscire dal mercato. Con qualche upgrade nella composizione, ma restando fedeli al concept originale.
Ci sono idee che non seguono il tempo: lo anticipano, lo modificano, cambiano con esso. Rinnovano ingredienti, gestualità e design per dialogare con il presente, restando fedeli all’intuizione primaria che nei decenni le ha trasformate in amatissimi classici della cosmetica.
1897/ ACQUA CHE RIPARA Il nome nasce dalla combinazione delle parole greche eu (buono) e dermis (pelle) e il prodotto segna l’ingresso della casa giapponese nel beauty business. Eudermine Activating Essence di Shiseido (145 ml, 77 €) è stata completamente reinventata e riformulata per rispondere alle necessità moderne, come ritmi di vita stressanti, inquinamento e raggi Uv più intensi. Potenziata da ActiveRED Technology, si applica sulla pelle prima di siero e crema per aumentarne la resilienza, migliorare l’idratazione, ridurre opacità e linee sottili. Fedele alla filosofia giapponese mottainai (il dispiacere per lo spreco), il nuovo flacone è ricaricabile, con una riduzione del 92 per cento della plastica.
1924/ UN NUMERO CHE SA DI FIORI Quando nel 1921 Gabrielle Chanel si rivolse ad Ernest Beaux chiedendo di realizzare “un profumo da donna che sappia di donna”, lui propose una composizione decisamente visionaria, che prevedeva l’impiego inedito delle aldeidi: nasce così l’Estratto N°5. Pochi anni dopo arriva la nuova interpretazione, N°5 Eau de Toilette di Chanel (75 ml, 150 €). Un bouquet fiorito astratto e dagli accenti boschivi, dove le aldeidi esaltano le note di rosa, gelsomino e ylang-ylang, mentre vetiver e legno di sandalo conferiscono struttura e profondità. Il flacone di oggi, dal design lineare ed essenziale, si ispira ancora a quello originale.
1925/ NEI GIARDINI DELL’IMPERATORE Fu nel 1925, durante l’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne di Parigi, mentre si celebrava la nascita del Modernismo, che venne presentato Shalimar Eau de Parfum di Guerlain (50 ml, 118 €). Ispirato agli omonimi giardini (che nel XVII secolo furono luogo di incontro tra Shah Jahan, quinto imperatore Moghul, e la moglie Mumtaz Mahal) anche nelle forme: il flacone dalle curve stilizzate Art Déco richiama le loro meravigliose fontane. Il bouquet del primo profumo orientale femminile di carattere è un evergreen dal piglio audace, subito riconoscibile quando si entra nella sua scia, insieme a un tempo sensuale e fresco di vaniglia e note cipriate.
1953/ ROSSO HAUTE COUTURE È stato il primo prodotto make-up creato da Christian Dior: un rossetto leggendario che, negli anni, ha saputo reinventarsi restando fedele alla tradizione. La formula attuale di Rouge Dior di Dior (n. 999, 50 €), forte della presenza di strati di peonia rossa e di oleosi floreali, è ancora più piacevole e performante, assicurando idratazione, morbidezza e un colore duraturo. La palette contemporanea è ampia e [...]
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